CURIA REGIS

Curia regis Nel Medioevo, organismo con il compito di amministrare la giustizia e di consigliare il sovrano in materia politica ed economica. Il termine poteva riferirsi sia all’assemblea dell’aristocrazia feudale, di alcuni cavalieri e delle alte cariche ecclesiastiche, che veniva convocata in particolari occasioni, sia al gruppo ristretto di consiglieri del sovrano.

https://www.treccani.it/enciclopedia/curia-regis/

Curia Regis” in Latin means “king’s court.” It is also termed as King’s Court or Aula Regis. Curia Regis refers to the Norman English court with a body of advisors, who traveled with the king, advised him on political matters and acted as an appellate court in complicated cases. Later, the functions of the curia regis became exclusively judicial in nature.

Il Re è la fonte di ogni potere, egli quindi in linea teorica ha anche il potere di risolvere le controversie. Tuttavia se da un lato il re organizza un proprio Tribunale (Curia Regis), dall’altra parte riserva a tale Corte unicamente le cause dal suo punto di vista più importanti: la Curia Regis ha competenza a risolvere le cause relative alle finanze regie, all’investitura dei vassalli, alla proprietà ed al possesso dei beni immobili, nonché alle cause penali fonte di pericolo per la pace del Regno. Il Re è direttamente a capo della Curia Regis.
Per tutte le altre cause vengono istituiti dei Tribunali locali: le Corti Baronali. Esse sono strutturate nel singolo feudo, coordinate dal signore feudale.

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Presentato da Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

Defending civilization // Difendere la civiltà

Defending civilization does not mean wanting to go back and exalt war, male supremacy, slavery, class or racial hatred. It means taking on the legacy of civilization, traditions, symbols, without mechanically reproposing them in archaic forms; it means not judging the past with the lens of the present, not processing or erasing history because it differs from today’s sensibilities, but recognizing history as it is and then distinguishing what is alive and what is dead, what is always valid and what has passed away, with realism; without confusing the historical level with the judicial one and the judicial level with the moral and ideological one.

Difendere la civiltà non significa voler tornare indietro ed esaltare la guerra, la supremazia maschile, lo schiavismo, l’odio di classe o razziale. Vuol dire assumersi l’eredità della civiltà, delle tradizioni, dei simboli, senza riproporle meccanicamente nelle forme arcaiche; vuol dire non giudicare il passato con le lenti del presente, non processare o cancellare la storia perché differisce dalle odierne sensibilità, ma riconoscere la storia così com’è e poi distinguere quel che è vivo e quel che è morto, quel che è sempre valido e quel che invece è trapassato, con realismo; senza confondere il piano storico con quello giudiziario e il piano giudiziario con quello morale e ideologico.

Marcello Veneziani, Panorama, n.19 (2021)

Traduzione italiano/inglese di Romano Pisciotti

Ci stiamo giocando la civiltà

Classic super yacht Nahlin

Classic superyacht Nahlin celebrates 91st birthday

The extraordinary motor yacht was part of a fifteen year campaign to rescue the steamship from dilapidation in Romania, in which her designers G. L. Watson & Co, were the major instigator. Nicholas Edmiston and a yachtsman named William Collier discovered the vessel in dire straits, and after 15 years of negotiation, returned the vessel to the United Kingdom in 1999.

German shipyard Nobiskrug undertook the body of the restorative work during a monumental rebuild between 2005 and 2010, while G. L. Watson & Co oversaw and project managed the rebuild. Blohm & Voss Repair GmbH in Hamburg were charged with her engineering. 

The classic superyacht now has diesel engines, and her contemporary interiors were designed by Rémi Tessier. She has a top speed of 18 knots. 

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https://shop.superyachttimes.com/report/superyacht-times-the-state-of-yachting-2020?utm_source=syt&utm_medium=article_banner&utm_content=variant0

VIVA I CONTANTI

 

Perché questo libro?

Da quando esiste il denaro, pagare in contanti è la cosa più naturale di questo mondo. Ed è sempre filato tutto liscio, finché le banche non hanno scoperto di potere raschiare via soldi anche da lì.

Hanno così inventato la guerra ai contanti o, per darle più autorevolezza, la War on Cash. Furbescamente hanno messo in giro la storiella della lotta all’evasione. Così hanno tirato dalla loro parte anche persone oneste e alcune forze politiche.

In realtà varie ricerche e valutazioni di economisti non omologati attestano la scarsissima utilità della lotta al contante contro l’evasione fiscale, a fronte di gravi controindicazioni (cap. 8). A proposito, pure i telefonini facilitano attività criminali: bisogna proibire anche i cellulari? A banche e società per i pagamenti elettronici non importa nulla della legalità, il loro unico obiettivo è fare una cresta ogni volta che uno compra qualcosa.

Che gli italiani usino troppo i contanti è una frottola. Li usano quanto i tedeschi, ma in Germania nessuno li colpevolizza. Anzi, la loro banca centrale difende in tutti i modi il denaro contante, all’opposto di quella italiana (cap. 9). Già, mala Bundesbank ha a cuore l’interesse dei suoi concittadini, la Banca d’Italia quello dei banchieri. Un’altra trovata senza prove è che il contante sia fonte di contagio per il coronavirus (cap. 4).

Comunque i contanti convengono non solo a chi li riceve (commercianti, artigiani ecc.) ma anche ai consumatori (cap. 1). Il piano Cashless col cashback, la lotteria degli scontrini, i crediti d’imposta ecc. non ribaltano il discorso. Anzi lo peggiorano, pesando per 4,7 miliardi sul non florido bilancio dello Stato italiano (cap. 5).

A parte i pagamenti, i contanti sono insostituibili come riserva di valore. I soldi su conti e libretti sono moneta bancaria e le banche possono fallire. Le banconote sono la moneta della banca centrale, che non fallisce.

Questo libro contiene anche consigli pratici. Riporta la normativa su banconote, cassette di sicurezza ecc., e confronta con pregi e difetti per un risparmiatore (cap. 21):

• contanti
• titoli di Stato anche esteri
• buoni fruttiferi postali
• fondi e polizze
• oro

Viva i contanti

di Beppe Scienza
Ponte alle Grazie, 204 pagine, 15 euro.
Codice ISBN: 9788833316147

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Scarcerati tutti gli ex terroristi italiani arrestati in Francia.

La scorsa settimana l’Italia ha arrestato a Caserta un terrorista tunisino sospettato di essere complice dell’autore della strage di Nizza e lo ha consegnato alle autorità francesi.
Non abbiamo aspettato 3 anni di burocrazia giudiziaria per consegnarlo, e neppure gli diamo ospitalità per 30 anni.
(Giulio Rossi Valdisole)
Per tutti il percorso giudiziario potrà richiedere anni: nel frattempo gli imputati saranno in libertà vigilata. Notificate le richieste di estradizione.

“Fino a 2 o 3 anni” saranno necessari per l’effettiva estradizione degli ex terroristi italiani arrestati oggi in Francia. Lo hanno detto fonti dell’Eliseo, precisando l’iter giudiziario che si aprirà con le udienze caso per caso in corte d’appello. Saranno poi possibili ricorsi in Cassazione, quindi – una volta conclusa la procedura – starà al primo ministro emanare un decreto di estradizione. Contro il quale potrà, ancora una volta, essere opposto ricorso davanti al Consiglio di stato. Con gli arresti di oggi non ci sono altre richieste di estradizione di ex terroristi rossi rifugiati in Francia, secondo quanto si apprende dal ministero della Giustizia. Tra l’altro è scopntato che nella procedura vengano vagliate anche le condizioni di salute ad esempio di Petrella e Pietrostefani.

Romano Pisciotti: l’estradizione è un fatto politico o di sudditanza tra Stati, lo Stato più forte ottiene ciò che vuole. Nel caso francese, Macron strizza l’occhio all’elettorato di destra… per come stanno andando le cose, rimarrà solo l’ennesima dimostrazione di debolezza italiana.

Romano Pisciotti

 

Resistere al diabolico progetto della globalizzazione di tutti i cervelli.

Non insegnate ai vostri figli ad adattarsi alla società, ad arrangiarsi

con quel che c’è, a fare compromessi con quel che si trovano davanti; dategli dei valori interiori con i quali possano cambiare la società e resistere al diabolico progetto della globalizzazione di tutti i cervelli.
Perché la globalizzazione non è un fenomeno soltanto economico ma anche biologico, in quanto ci impone desideri globali e comportamenti globali che finiranno per indurre modifiche globali nel nostro modo di pensare.
Il mondo di oggi ha bisogno di ribelli, ribelli spirituali.
Tiziano Terzani

Presentato da Romano Pisciotti

Italia paese marittimo: sfide e opportunità

L’Accademia navale di Livorno, la Marina Militare e Limes vi invitano a una giornata di dibattito sul rapporto tra l’Italia e il mare.

La giornata annovera la lectio magistralis di Alessandro Barbero e l’intervento di S. E. R. Monsignor Vincenzo Paglia, oltre ai saluti del capo di Stato maggiore della Marina, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, e alle conclusioni del comandante delle Scuole della Marina Militare, Amm. Enrico Credendino.

Presentato da Romano Pisciotti