Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

con un video sulla sostenibilità, tema ispiratore di 500 Electric

Fiat ha messo sul suo canale Youtube un video tributo che celebra il cinquantesimo anniversario dell’album ‘What’s going on’ di Marvin Gaye. E’ un filmato emozionale, ricco di immagini coinvolgenti sulle note del pezzo ‘Mercy Mercy Me’ tratto dall’album, uno dei primi esempi musicali di attenzione al ‘climate change’, scritto con l’obiettivo di denunciare gli effetti dell’inquinamento su aria, oceani e animali.

https://youtu.be/SeK8OXVUH1k?t=2

Riconosciuto dal magazine Rolling Stone come uno dei migliori dischi di tutti i tempi, l’album affronta direttamente temi di forte impatto sociale come la tutela dell’ambiente, la lotta per l’inclusione e l’equità, l’impegno per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.

Fiat 500 che negli anni ’60 aveva inventato la ‘motorizzazione democratica’, oggi si fa portavoce di un messaggio di cambiamento, di attenzione all’ambiente e di mobilità sostenibile, valori incarnati dal claim del brand ‘Drive for Change’.

 

Presentata da Romano Pisciotti

24 Maggio 1915-2021

24 Maggio

Le zecche danzano
sul Piave e sulla storia,
hanno succhiato il sangue
della libertà e dell’onore.
Popolo d’anime spente
incapace di combattere,
incapace di sognare,
incapace di difendere
e celebrare il passato
per un futuro
nel canto dell’orgoglio.
Forse sognano ancora
…d’essere vivi.

 
(Romano Pisciotti)

LEGGE DEL MARE: PORTO SICURO

“Porto vicino” non è scritto da nessuna parte. “Porto sicuro” è definito solo per ciò che non è. 

Il porto sicuro

Che cos’è un “porto sicuro” o “luogo sicuro” (nelle convezioni internazionali Pos, “place of safety)?

A chiare lettere non c’è scritto da nessuna parte – risponde Matteo Villa, analista dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), esperto di migrazioni –. L’unico modo in cui si può provare a ricavarne una descrizione sono le linee guida dell’Organizzazione internazionale del mare (Imo) del 2004, che definiscono solo che cosa non è un “luogo sicuro”.

Non sono obbligatorie, si tratta di raccomandazioni e strumenti di ‘soft law

e stabiliscono che non si può sbarcare dove non sono garantiti alcuni diritti fondamentali, in particolare se a bordo ci sono persone che potrebbero beneficiare di tutele addizionali come, ad esempio, potenziali richiedenti asilo”.

È un dibattito ideologico, che non ha nulla a che fare con il diritto marittimo.

Il diritto marittimo è usato come una scusa, ma non esiste nessuna regola del diritto marittimo che consenta a una nave di non rispettare le regole della sua registrazione di bandiera, non esiste nessuna regola del diritto marittimo che consenta al comandante di disobbedire consapevolmente alle regole della bandiera battente la sua nave, non esiste una singola regola di diritto marittimo che consenta al Capitano di scegliere solo il porto che lui e solo lui decide sia “sicuro”, non esiste una singola regola di diritto marittimo che consenta al capitano di decidere che la Tunisia (nientemeno che la Tunisia con i suoi nove milioni di passeggeri delle crociere ogni anno!) non è “sicura” perché non offre “asilo” (che nulla ha a che fare con la “sicurezza”, ma con l’ideologia politica di ciascuno, che quindi non persegue la sicurezza ma i benefici politici)

Porto vicino

Più facile sarà capire che cos’è il “porto vicino” e dove si trova? Geograficamente sì. Giuridicamente proprio per nulla. Perché l’espressione “più vicino” (“closest” o “nearest”) non è contenuta in nessuna convenzione o trattato sul diritto internazionale del mare; o almeno non con riferimento allo sbarco dei naufraghi. Mentre appare decine di volte per parlare di collisioni fra navi, delimitazioni per definire un arcipelago o le acque territoriali, porti dove ormeggiare per riparare guasti che stanno causando danni ambientali e sversamenti in mare di sostanze tossiche o per definire la “più vicina rappresentanza diplomatica dello stato di bandiera”.

La minima deviazione possibile

La frase che usa invece la giurisprudenza internazionale sui naufragi è un’altra: “minimum further deviation”, cioè una “deviazione minima ulteriore” rispetto alla rotta originaria della nave che ha soccorso. Un accorgimento pensato per limitare i danni economici di mercantili e armatori e ridurre il lasso di tempo in cui un’imbarcazione inadeguata si trova a navigare sovraccarica di esseri umani.

Soccorso e sbarco

Quarto capitolo: quanto velocemente devono avvenire le operazioni di soccorso e, soprattutto, quelle di sbarco dei naufraghi? È stato questo in fondo il vero nodo cruciale dei casi Aquarius (scortata a Valencia dalla Guardia costiera nel giugno 2018) Diciotti (per giorni in attesa al porto di Catania), e i diversi casi Sea Watch, incluso l’ultimo, che ha visto la comandante Carola Rackete prendere la situazione di petto e forzare l’ingresso in porto. I testi internazionali, ancora una volta, offrono più punti interrogativi che certezze. La frase chiave è quel “non appena ragionevolmente praticabile” (“as soon as reasonably practicable”) messo nero su bianco nel terzo capitolo della Convenzione Sar del 1979, che ovviamente lascia aperto un oceano di interpretazioni.

 

Romano Pisciotti: Navigando il web

IPOTESI SULLA TRAGEDIA DEL MOTTARONE (STRESA)

In queste ore, a causa della concitazione che ha seguito il disastro, si è fatta molta confusione su quale cavo si sia spezzato: quello portante o quello traente? E’ certo che a cedere e a finire tranciato è quello “traente”, come hanno detto la sindaca di Stresa e il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Verbania Roberto Marchioni. Cos’è il cavo traente? E’ la fune d’acciaio che produce il movimento delle cabine: è a quella fune che gli abitacoli sono agganciati. Poi c’è l’altra, la “portante”, che rimane ferma rispetto ai veicoli e che ha funzione di sostegno. Tutti gli impianti di risalita hanno sistemi di pesi, contrappesi e di sicurezza sia a monte che a valle per bloccare la corsa delle cabine in caso di anomalie. 

 

Quello che è certo è che c’è un cavo tranciato, dice il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Santacroce, che comanda il reparto operativo di Verbania. Un solo cavo tranciato perché “gli altri sono intatti“. Quel cavo è il cosiddetto “traente“. Si è staccato, dice l’ufficiale dell’Arma, all’altezza dell’ultimo pilone. È il tratto di salita in cui l’impianto è sottoposto allo sforzo maggiore. Esiste un dispositivo di sicurezza che entra in funzione in casi come questi. Ma la cabina, raccontano numerosi testimoni, ha cominciato ad arretrare, a velocità crescente. Ha finito di correre all’altezza dell’ultimo pilone contro il quale si è scontrata: lì è precipitata giù per 15-20 metri e ha cominciato a rotolare lungo il pendio per qualche decina di metri finché non si è fermata contro alcuni abeti.

Nella prima ipotesi il cavo si è spezzato, la cabina ha cominciato ad arretrare e all’altezza del pilone, dove ci sono le carrucole, si è scontrata col pilone e si è sganciata finendo nel vuoto. Nella seconda ipotesi il cavo – per motivi tutti da capire – si è “scarrucolato”, come si dice in gergo, cioè è uscito dalla via delle rulliere sulla parte alta del pilone e a quel punto si è strappato. “Non è un accertamento che può essere fatto nell’immediatezza sarà necessario fare verifiche di carattere tecnico” dice la procuratrice Bossi.

Ma c’è una terza ipotesi e la avanza all’AdnKronos Beppe Pontrelli, fondatore del Comitato Giustizia 3 febbraio, che riunisce le famiglie delle vittime della strage del Cermis del 1998, quando un aereo militare Usa della base di Aviano tranciò un cavo della funivia provocando la morte di 20 persone. Secondo Pontrelli “è evidente che il sistema di sicurezza del freno della cabina non ha funzionato” perché “il vagoncino a valle si è fermato a pochi metri dalla stazione. In buona sostanza si è trattato di un guasto tecnico per mancato funzionamento del sistema frenante della cabina sulla fune portante”.

 

NAVIGANDO IL WEB, ROMANO PISCIOTTI

Diritto alla Giustizia

Affermava solennemente nel XIIIsec. la Magna Charta:
A nessuno verrà negato o ritardato il diritto alla Giustizia.
Un buon prncipio che da noi è rimasto solo sulla charta…
(Giulio Valdisole)

Se l’ingiustizia è difficile da eliminare nei fatti, la possiamo far sparire ristrutturando il nostro modo di vedere la realtà. Ma ciò che sparisce è solo il nostro senso della realtà.

(Vittorio Pelligra)

Pisciotti Romano: dicono che giustizia e ingiustizia cambiano, a seconda di chi le guarda….la giustizia cambia in base a chi l’amministra, al contesto politico ed economico.

Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

We are all bad in someone’s story

IVECO IN AFRICA, yesterday and today

 

Today’s freight transport is, of course, more comfortable, cheaper and more environmentally friendly than in the past. However, historic trucks – those with which some drivers have experienced the pleasure of driving a heavy goods vehicle – still exert an undeniable fascination for many today.

After the war the nation was completely to be rebuilt. New means were needed, able to respond to the needs of the moment, but above all to the challenges of the future.

Initially, Fiat responded with the average vehicles Fiat 639 and Fiat 640 and the heavy Fiat 670 and Fiat 680.

The last evolution of the 682 came in 1967, with the Fiat 682 N4, which improves the transmission to better withstand the power. However, its production will continue for a long time, not only in Italy but also in Africa. Also for this reason, it took the name of “king of Africa”.

As testimony to its off-road prowess, the Trakker was also used in the Dakar Rally.

 

 

 

While the IVECO T-WAY builds on the heritage of robustness and reliability of the brand’s long lineage of champion multi-axle construction trucks, it introduces innovative and technological solutions to exceed all expectations in productivity, payload capacity, safety and driver comfort.

These characteristics of extreme toughness, high performance and reliability are clearly expressed by the theme of the advertising launch campaign:

‘TREAT IT BAD’.

The IVECO T-WAY delivers all the power needed for traction and PTO with IVECO’s reliable and efficient Cursor 13 engine (13 litres) that develops up to 510 hp – exceeding the outgoing Trakker’s performance by 10 hp. For lighter-weight configurations, it is also available with the Cursor 9 engine.

The engines are coupled with the proven 12- and 16-speed HI-TRONIX automated gearbox, which now also features new functions specifically intended for on and off-road mobility.

They include a Hill Holder function to help departure on steep slopes, Rocking Mode to help recover traction in slippery conditions, and Creep Mode for ultra-low speed when idling. For the on-road sections of the mission, the IVECO HI-CRUISE system further enhances the transmission’s efficiency. It includes predictive gear shifting, predictive cruise control and an eco-roll function that uses the vehicle’s inertia when travelling downhill. With these new algorithms, HI-TRONIX delivers the perfect gearshift strategy for every application.

Motor Parts Industry: IVECO – ASTRA in Nigeria

231 Moshood Abiola Way, Ijora (Old Apapa road)

Lagos – Nigeria

 

Presented by Romano Pisciotti

John Elkann,Giovanni Antolini, Romano Pisciotti
MPI
Motor Parts Industry

FRANCO BATTIATO

E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
Fare come un eremita
Che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
Saturo di parassiti senza dignità
Mi spinge solo ad essere migliore
Con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
Essere un’immagine divina
Di questa realtà.
E ti vengo a cercare
Perché sto bene con te
Perché ho bisogno della tua presenza.
(Franco Battiato)
Romano Pisciotti: Un abbraccio poeta della canzone

Riforma del Fisco

…..l’unica riforma da fare sarebbe quella di drastica riduzione delle spese pubbliche, quelle inutili, quelle assurde, quelle improduttive e sono una quantità enorme. Solo in tal modo il Fisco non sarebbe più condannato a inventarsi di tutto e di più per poter sostenere tale mastodontico volume di uscite.
Il Fisco risulterà riformato solo quando sarà una legge di equità e non una serie di stratagemmi per incassare sotto il refrain ormai ampiamente consunto di caccia all’evasione.
Romano Pisciotti…navigando sul web