La storia è custode della nostra provenienza e origine.

La storia è custode della nostra provenienza e origine. … La storia ci aiuta a costruirci un futuro, in un certo senso il futuro è già stato provato in dieci mila anni di storia dell’uomo, infatti la storia tende a ripetersi in quando gli errori commessi sono sempre simili, basta adattarli e interpretarli.

Presented by Romano Pisciotti

Arroganza USA di sempre

Gli americani, sono convinti che le leggi dei paesi diversi dal loro non valgano.

Pensano che, essendo cittadini di una super-potenza, possono fare i super-prepotenti.

I loro Governi arroganti hanno fatto credere a tutti di poter avere una speciale patente…di lecita arroganza…in caso di guai, se non bastano le pressioni economiche, si possono sempre mandare un paio di missili “intelligenti”!

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/delusione-americana-problema-non-obama-ma-66388.htm

Un chiaro esempio è l’ estensione extraterritoriale delle normative economiche (nazionali) USA…anche in campo antitrust.

Romano Pisciotti

Piccole onde

Passeggi 

lungo l’umida spiaggia

davanti al mare freddo

di piccole onde

e leggera risacca.

Ascolto i tuoi pensieri 

di parole dolci ancora 

nuove

che colmano un vuoto 

e riempiono il cuore.

Canti dell’amore e lacrime

di sorrisi, d’umori e 

tempo andato che vive

nella foschia del mattino

e nei lenti tramonti.

 

di Romano Pisciotti

Pisciotti
Romano Pisciotti

PRIMULA: The most important car you have never heard of

If we look under the skin of various European family cars, we can see their basic engineering layout is mostly the same, and it has been for the best part of forty years. An inline-four cylinders engine mounted transversely at the front of the car, and a compact transmission unit right beside it delivering the power to the front wheels. The Autobianchi Primula first introduced this configuration in 1964, thanks to Ingegner Giacosa yet only a select few cognoscenti know about it. Well, it’s about time to introduce you to the Autobianchi Primula, the most important car you’ve never heard of.

Se guardiamo sotto la pelle di varie auto familiari europee, possiamo vedere che il loro layout ingegneristico di base è per lo più lo stesso, ed è stato per la maggior parte di quarant’anni.
Un motore a quattro cilindri in linea montato trasversalmente nella parte anteriore dell’auto e un’unità di trasmissione compatta proprio accanto che fornisce la potenza alle ruote anteriori.

La Autobianchi Primula ha introdotto questa configurazione per la prima volta nel 1964, grazie all’Ingegner Giacosa eppure solo pochi conoscitori eletti ne sono a conoscenza. Bene, è giunto il momento di presentarti l’Autobianchi Primula, l’auto più importante di cui non hai mai sentito parlare.

https://youtu.be/KgO55yJnmv4?t=2

https://en.wikipedia.org/wiki/Autobianchi_Primula

Presented by Romano Pisciotti

Pisciotti
Romano Pisciotti

Advertising on trucks

Truck advertising is a form of dynamic advertising that uses the truck as a real means of communication. Truck advertising falls into the category of outdoor or outdoor advertising (also called OOH – Out Of Home).

The main peculiarities of advertising on trucks, compared to other forms, are the following:

places itself in an almost exclusive context;
it is difficult to ignore (does not allow users to change TV channels or radio stations);
it has high visual impact graphics;
addresses a heterogeneous target (depending on the areas chosen for the transmission of the campaign);
it is flexible in terms of medium size and positioning.

Presented by Romano Pisciotti

LA FOLLIA DEL MONOPATTINO

Sono semplicemente dei giochi per bambini da usare nel parco con un piede a terra che spinge in sicurezza.

https://video.corriere.it/milano/boom-picco-incidenti-monopattino-milano-pattuglia-vigili/db047a92-f8fb-11ea-b4b0-f49c5435d3f2

I monopattini nelle nostre vite non sono piovuti dal cielo, non sono arrivati per caso. In diversi posti nel mondo sono nate alcune startup che hanno capito che il principio del car sharing si poteva applicare anche a bici e “scooter elettrici” (all’estero i monopattini vengono chiamati così): trovi quello più vicino a te con lo smartphone e sempre con lo smartphone lo sblocchi e paghi la corsa. C’è voluto non poco lo scorso anno per approvare una norma che li rendesse legali, tipo le biciclette, e nel giro di pochi mesi le startup hanno fatto accordi con i sindaci delle nostre principali città smaniosi di poter dire “dopo il coronavirus nulla sarà come prima”. Come se bastasse una manciata di monopattini a far sparire il traffico. Il governo poi, in una smania di “nuovismo”, ha anche messo sul tavolo un ecobonus importante per chi ne acquista uno personale, inserendolo nel ‘Decreto rilancio’, come se dalla crisi si potesse uscire zigzagando su due (piccole) ruote.

Va bene la mobilità intelligente. D’accordo la sostenibilità. Evviva tutto quello che un giorno renderà le nostre città meno ingolfate di smog. Ma credo che questa faccenda dei monopattini elettrici ci stia sfuggendo di mano.

https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2020/08/05/news/monopattini_che_cosa_abbiamo_sbagliato-263765718/

Presentato da Romano Pisciotti

CHINA: ‘Rich country full of poor’

The fact that the largest nation in the world is able to manage a capitalist economy without granting political freedoms, even in the presence of the new information medium which is the Internet, represents an unprecedented challenge for those who believe that democracy and the market sooner or later must converge. The unique dimension of China, the peculiarity of its history and its civilization lead to fear that the union between authoritarianism and the market may be solid and lasting. The efficiency of the censorship applied by the Beijing government to the Internet has become a symbol for many Westerners, who observe the successes of the repressive apparatus against dissent.

In every production sector, the country has used production techniques that consume more energy than its Japanese, European or American competitors. Changing this model of development will require difficult sacrifices, even in terms of social consensus. For the Beijing government, the consent of the urban middle class is a fundamental element of political and social stability.

In China, arable land for cereals is only 600 m² per inhabitant, compared to 1900 m² per inhabitant in the United States, yet the American workforce employed in agriculture is only 2% of the active population. The Chinese labor still employed in agricultural work is largely overabundant, unproductive, underutilized, and this is a structural cause of its misery.

The fact that China has become a major world exporter of fruit and vegetables does not prevent it from being doomed to not be self-sufficient in basic production – such as rice, cereals, soybeans. The mass expulsion from the countryside appears to be an inevitable process destined to last a very long time.

The rural population of the country is estimated at around 900 million people. 40% of all farmers on the planet live in China. The other side of the Chinese economic miracle was summarized in November 2006 by a World Bank study relating to the period 2001-2003: in that three-year period of growth, 10% of the population saw their income decrease by 2.4%. Over the same period, the richest 10% of Chinese recorded an income increase of 16%. The condition of large masses of peasants at the beginning of the 21st century. it was still marked by profound injustices, arbitrariness and oppression by the political class.

The flight of Chinese peasants to urban factories and construction sites gives rise to other hotbeds of social tension. In cities, the fate that awaits rural immigrants is that of second-class citizens, victims of a sort of apartheid. Deprived of the status of urban residents, immigrants from the countryside are not entitled to health care or schools for their children. They are condemned to the humblest jobs, underpaid, blackmailed by their employers.

Romano Pisciotti..Browsing the web

TRIESTE …tedesca

Il porto di Trieste nuovamente ai tedeschi…la Germania e l’Unione Europea.

Il porto di Trieste è una delle maggiori infrastrutture logistiche portuali al mondo. Collegato ad una importante rete ferroviaria perfettamente integrata a livello europeo, è il terminal su mare dell’Oleodotto Transalpino, capace di rifornire di idrocarburi le raffinerie di Germania, Austria e Repubblica Ceca, e rappresenta uno sbocco strategico capace di raccogliere merci provenienti dal mercato asiatico attraverso il Canale di Suez.

Quello che fa la società pubblica tedesca HHLA è la realizzazione della più grande ambizione geopolitica del cosiddetto Northern Range europeo, ovvero quella di integrare ai colossi della logistica portuale del nord Europa, attraverso il sistema ferroviario, una piattaforma avanzata sul Mediterraneo.

https://youtu.be/ZQZKw8Mueko?t=1

Il ruolo dell’Europa in questa nostra debolezza è determinante ed è accompagnato – ovviamente – dall’inettitudine della nostra classe politica. Ecco perché ci obbliga a dedicare le risorse del Recovery Fund a centinaia di piccoli progetti “big data” e “green” che nulla hanno a che fare con le vere esigenze della nostra economia.  

…eravamo orgogliosi per Trieste italiana

Romano Pisciotti

MEGLIO VIAGGIARE IN AEREO O IN TRENO?

Addio aereo a tutti i costi, meglio viaggiare in treno o in bus. Potrebbe essere il nuovo volto del trasporto a breve-medio raggio nell’Europa post-pandemia. Almeno secondo i dati raccolti da un sondaggio svolto nei giorni scorsi tra un migliaio di viaggiatori dalla banca d’affari Ubs Investment Bank. Gli intervistati, in quattro paesi Ue e in Cina, si sono dichiarati disposti a usare il treno ad alta velocità per percorrenze fino a 6 ore per andare in vacanza e fino a 4 ore per viaggi di lavoro; prima dell’epidemia il valore ritenuto accettabile non andava oltre le 2-3 ore in entrambi i casi. E la presenza di wifi ad alta capacità a bordo amplierebbe ulteriormente l’accettazione delle lunghe percorrenze in treno.

I dati raccolti da Ubs rispecchiano alcune analisi degli esperti, dove l’unico fattore a favore dell’aereo è il forte calo del prezzo del petrolio. Ma le nuove esigenze di distanziamento a bordo, i tempi d’attesa per la sanificazione delle cabine e il contingentamento degli imbarchi in aeroporto per evitare assembramenti hanno in prospettiva un solo denominatore comune: l’aumento del prezzo dei biglietti.

Che si tratti di voli con compagnie “convenzionali” o low-cost, difficilmente si può pensare di continuare a viaggiare in aereo ai prezzi (stracciati) di prima dell’epidemia. Il fondatore e guru di Ryanair, Michael O’Leary, in un’intervista ha dichiarato di essere in grado di «mantenere i conti in pareggio anche viaggiando con un terzo dei sedili vuoti». Ma potrebbe essere necessario dimezzare il numero dei passeggeri a bordo; quanto agli aeroporti, è escluso che le compagnie low-cost possano continuare a programmare solo 20-30 minuti di pausa tra atterraggio e decollo dello stesso aereo, ritmo chiave per mantenere in piedi il business.

Al di fuori della maggiore “pazienza” dei viaggiatori post-pandemia, il treno – specie se declinato sulle linee ad alta velocità – potrebbe avere carte migliori da giocare. Già oggi un Frecciarossa porta 450 passeggeri offrendo spazi ben più ampi di quelli offerti da un aereo. Riducendone la capienza a 350 posti si potrebbero rispettare le norme di distanziamento senza far impennare i prezzi. I ticket con l’indicativo del posto e della vettura sono già uno standard e il numero delle porte d’accesso consente imbarchi e sbarchi ordinati; unico dato negativo: le fermate intermedie potrebbero allungarsi di qualche minuto, come i tempi tecnici di ripristino del convoglio a fine corsa.

Presented by Romano Pisciotti

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https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/per-i-viaggi-post-pandemia-il-treno-battera-laereo

Dirigenti che rendono la vita impossibile

Politici impreparati. Ministri privi di un curriculum all’altezza del ruolo. Boiardi che passano con disinvoltura da un incarico all’altro, senza conoscere neppure uno dei delicatissimi settori cui di volta in volta sono preposti. Dirigenti che rendono la vita impossibile a decine e decine di loro sottoposti, ostacolandone produttività e carriera… Se il nostro giudizio non fosse offuscato dai demoni del politicamente corretto, se un velo d’ipocrita perbenismo non c’impedisse di cogliere il reale volto delle cose, non faticheremmo molto a riconoscere che è proprio questo – la presenza di tanti incompetenti in posizione di comando – il vero demone che da anni ha preso in ostaggio il futuro del nostro paese. Lo certificano i dati. In uno studio condotto nel 2011 su un campione di circa 14.000 lavoratori, «i rispondenti hanno valutato positivamente appena il 26 per cento dei loro capi». Stesso dicasi per i governi e i capi di stato: «circa il 60 per cento delle persone nel mondo ritengono che il loro paese sia sulla strada sbagliata, per colpa dei loro leader».  

Romano Pisciotti like…leggi di più:

https://www.lastampa.it/cultura/2020/09/28/news/perche-tanti-incompetenti-diventano-leader-1.39359195