IL NAUFRAGIO DELLA CIVILTÀ

…L’America, per quanto resti una superpotenza, è sul punto di perdere ogni credibilità morale. L’Europa, che aveva promesso alla sua gente e a tutto il mondo il progetto più ambizioso e confortante della nostra epoca, sta per smembrarsi. Il mondo arabo-musulmano è sconfinato in una crisi profonda che lascia la sua popolazione nella disperazione e che ha ripercussioni spaventose su tutto il pianeta. Delle grandi nazioni emergenti o in via di rinascita, come la Cina, l’India e la Russia, fanno irruzione sulla scena mondiale in una atmosfera deleteria in cui ciascuno pensa per sé e in cui vige la legge del più forte. Una nuova corsa agli armamenti sembra inevitabile. Senza contare le minacce, gravissime, che pesano sul nostro pianeta – il clima, l’ambiente, la sanità – e alle quali non potremo far fronte senza quella solidarietà globale che, appunto, ci manca. …

 

(Libro suggerito da Romano Pisciotti)

PATATINE …FRITTE DALL’ANTITRUST?

 

Amica Chips e Pata hanno fregato Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Aldi, MD e Penny?

Tutti i dettagli sull’istruttoria avviata dall’Agcm contro Amica Chips e Pata per presunta intesa restrittiva della concorrenza nella produzione e vendita di patatine a marchio privato prodotte per conto di Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Aldi, MD e Penny.

AMICA CHIPS E PATA NEL MIRINO DELL’ANTITRUST

Amica Chips è una società che produce e commercializza patatine fritte. Nel 2023 il fatturato è stato di circa 140 milioni. Pata S.p.A. è invece attiva nella produzione e vendita all’ingrosso di snacks-pellets e nella vendita all’ingrosso di articoli di oggettistica varia. Lo scorso anno Nel 2023 il fatturato è stato pari a circa 171 milioni.

dal web, presentato da Romano Pisciotti:

Amica Chips e Pata hanno fregato Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Aldi, MD e Penny?

IL TALLONE D’ACHILLE

La forza, il coraggio

la bellezza

né l’arroganza

hanno salvato

il guerriero spietato:

nel cuore

e negli incubi d’Achille

già c’era

il presagio di morte.

Solo il mito

può sopravvivere

alle debolezze

del corpo,

pur di un semidio!

Di te

nessun poeta

ha scritto storie,

nessuno

ha cantato le gesta:

dove vuoi andare,

comune inquilino

del mondo?

In poco tempo

si perderà,

di te,

anche la polvere.

Se non il mito

rimarrà il ricordo,

privato o pubblico,

in famiglia,

tra gli amici

e tra chi

qualche cosa,

con te,

ha vissuto.

Forse

la tua vita

non sarà scritta

sulla pietra dei secoli,

ma non farti ricordare

per un tallone fragile

bensì

per le tue idee,

i tuoi fatti

e per il tuo sorriso.

 

Romano Pisciotti

IL BALZO

Nei parcheggi

di periferia

e nelle

vecchie stazioni

si ritrovano i sogni

scampati

agli ammassi

delle discariche

metropolitane:

zombi

ombre di gloria

resti di speranze.

Come pioggia acida

la delusione

infradicia

belle e brutte storie,

la nebbia densa

oscura

il pallido sole

che ancora

scalda i ricordi.

Anime illuse

o anime forti,

non s’arrendono,

attendono la fortuna

o tenteranno

un balzo

sul prossimo treno.

 

Romano Pisciotti

DAL DIARIO DELLA MORTE

 

(Scroll for English version)


I Giganti

cacciati dall’Olimpo

vomitarono

la loro rabbia

sulle  fertili terre

di Bacco…

raccolsi anime

già senza corpo:

nulla

o solo ombre.

La cenere

coprì

umani e bestie,

più tardi lavorai

per le anime lente

che abbandonavano

i brandelli

di ciò

che fu umano.

Raccolsi anche

il coraggioso Plinio.

Dopo secoli

m’incammino ancora

dove il dolore

si sta radunando:

al ponte di Miyuki.

Ho lasciato le ombre

fuse nei muri

e devo abbracciare

chi è sopravvissuto

alla bolla

e al tuono:

per loro

fine  dell’agonia,

per altri

la vita

sarà l’atroce destino.

Dal ponte,

ho guardato il

mondo

cercando il Dio

causa del macello:

ho trovato

solo nani

che festeggiavano

la vittoria.

(Pompei, 79 d.C. – Hiroshima, 6 Agosto 1945)

Romano Pisciotti

HIROSHIMA: FIRST AID AT MIYUKI BRIDGE

From the diary of Death

The Giants

expelled from Olympus

vomited

their rage

on the fertile lands

of Bacchus…

I gathered souls

already without bodies:

nothing

or only shadows.

The ash

covered

humans and beasts,

later I worked

for the slow souls

that abandoned

the shreds

of what

was human.

I also gathered

the brave Pliny.

After centuries

I still walk

where the pain

is gathering:

at the Miyuki bridge.

I left the shadows

fused in the walls

and I must embrace

those who survived

the bubble

and the thunder:

for them

the end of the agony,

for others

life

will be the atrocious destiny.

From the bridge,

I looked at the

world

looking for the God

cause of the slaughter:

I found

only dwarves

celebrating

the victory.

(Pompeii, 79 AD – Hiroshima, August 6, 1945)

Romano Pisciotti

EQUILIBRISMI

 

Se

stando in piedi

t’inciampi

nelle mutande

che stai infilandoti,

forse

caro mio

sei diventato vecchio.

T’incazzi,

per la terza volta

il piede s’inciampa nell’elastico,

ops…

e traballi.

Il ginocchio

si flette,

la gamba

si alza…

ma l’alluce

s’incastra

nell’elastico.

Anziché

fare equilibrismi

ti siedi

o trovi un appoggio!

Una soluzione c’è,

per le mutande,

non per la sciatica

ne’

per il ginocchio

ballerino!

Qualche santo

ti sale in bocca,

così ricordi

le gare campestri

e i salti

in palestra.

Ricordi

i vent’anni,

quando,

senza grassi aggiunti,

sfilarsi e infilarsi

pantaloni e mutande

era

spesso

un rapido siparietto…

sessuale!

Romano Pisciotti

…tranquilli, tutto ok: usate mutandoni più larghi! 🤣

LA MEMORIA DELLA TERRA

I nostri corpi vivono

ora

l’aridità della terra 

e l’arsura 

che spacca 

le zolle polverose.

I nostri corpi,

un tempo sorgenti

di acque 

impetuose di desiderio 

e d’emozioni,

si stanno asciugando;

solo il tuo amore

non vede

la sterile sabbia

che ricopre il tempo

delle nostre vite.

Non bastano

le lacrime

del mio dolore,

della mia rabbia,

a germogliare

nuova speranza

e sogni.

Noi saremo,

immobili,

nella memoria 

della terra.

Romano Pisciotti

ALANG

Abbiamo

camminato sul ferro:

nel metallo

non sono rimaste

le nostre orme

ma quel ferro

ha conservato memoria di noi,

dei nostri pensieri

e della solitudine.

Delle camminate in coperta

noi ricordiamo

il vento gelido,

forse

anche lo scricchiolio

della ruggine sotto i piedi

o l’odore di pittura

nei giorni di bonaccia;

la  nave ricorda i nostri passi

e ogni respiro,

quel ferro

ricorda il tempo,

i viaggi

‏e l’emozione

del rosso tremolio

del sole

in ogni tramonto…

sino alla spiaggia

di Alang

dove

la fiamma ossidrica

ferisce

la lamiera

e cancella

un pezzo

della nostra vita.

 


Romano Pisciotti

“RAPIDI E INVISIBILI PARTONO I SOMMERGIBILI”

(Lettera immaginaria di un marinaio siciliano)

Caro Beppe,

ti ricordi quando andavamo a pescarci il pranzo? Che sogno quel tappeto di vivi luccichii, prigionieri di piccole onde blu del mare sotto casa. Respiravamo l’aria azzurra del nostro paradiso e il dolce della zagara. Dagli scogli ci salutavano Marta e Linda, sbracciandosi in sorrisi d’amore, lanciavano baci e c’invitavano a tornare alle loro labbra.

Quanto tempo è passato? Mesi o secoli? Chiuso in questa latta ho perso il tempo mano a mano che la pelle si faceva sempre più bianca, ora sono anche dimagrito a fasoli e ragù puzzolente.

Ti scrivo senza sapere quando imbucherò questa lettera, ti scrivo senza sapere dove sei…volendo ti troveranno.

Marinai, non più pescatori.

Di Marta non ho notizie fresche, l’ultima lettera…anzi, le ultime otto lettere, le ho ricevute con due tue e una del parrinu: tutte insieme e con date già vecchie!

Don Luigi scrive che i miei stanno bene e Marta mi racconta di una vita   tranquilla al paese. Il nuovo Podestà è un galantuomo, è il

papà di occhi ncruciati …dovresti ricordarti lei, se non il padre.

Marta mi scrive parole di lacrime e d’amore. Alle sue lacrime aggiungo le mie.

Tu sei sempre imbarcato?   Della tua lettera ho letto ben poco: erano più le parti coperte da strisce di merda secca della censura…sei diventato un segreto di Stato! Forse anch’io ed è per questo che la posta non arriva più. Al rientro da ogni missione spero, comunque, di trovare qualche notizia dal paese e da te.

Da quando hanno saputo che ero il garzone del farmacista mi hanno nominato infermiere, l’equipaggio è ridotto al minimo indispensabile.

Non ho molto da fare in quel ruolo: ho curato qualche scottatura e ferita, più che altro devo curare tanta paura, che è la malattia più diffusa in missione, e qualche bozzu di chi ha misurato con la capa i piccoli spazi dei comparti. Mai nulla di serio, fortunatamente, perché l’infermeria è solo un armadietto nel quadrato ufficiali, non saprei che fare con un po’ di tintura e bende. Vero è che, per l’occorrenza, ci sono qualche laccio emostatico, un paio di pinze per ogni uso e un bisturi…prego Dio che non voglia mettermi alla prova! Forse ci sarà poco da curare se si può scoppiare come una bolla o morire di miciaciu senza un boccone d’aria.

A conti fatti preferisco i turni in cuffia ad ascoltare l’oceano, i pesci e le eliche grasse di qualche mercantile nemico. Io non ne ho ancora ascoltate, ma ho avuto la fortuna di sentire, per tempo, un’elica veloce e, probabilmente, malintenzionata: abbiamo smesso di respirare e le eliche sembravano formare una squadriglia sulla nostra testa. Loro dovevano avere altri impegni urgenti o sono stati così babbi da non trovarci. Lo “squalo”, il nostro Comandante, deve aver ben valutato che era meglio soprassedere o saremmo stati noi il loro pasto. Siamo stati “rapidi” ad acquattarci in modo “invisibili”.

Quando siamo risaliti, e il Comandante ha guardato nello specchio magico, il nemico era già troppo lontano per la nostra velocità. Forse questa parte della lettera la cancelleranno, ma le cose sono andate così… per una volta. Con lo Squalo ci siamo già ben distinti per il naviglio affondato.

Caro amico, andiamo per l’Oceano in questo bidone a caccia di ferro d’affondare e carne da macellare…Dio ci perdonerà? Ogni volta speriamo di non essere noi i vitelli da sacrificare!

Nelle notti senza Luna possiamo salire in coperta a respirare l’ aria dell’Oceano. Respiro profondamente, ma non sento nessun profumo…almeno non si sente puzza d’umani, di gasolio e cipolle….sento solo fresco sul viso e sono già, solo così, beato…felice d’esser vivo!

L’Oceano è solo uno sciacquio infinito e buio, almeno è quanto riesco a vedere. Forse dovremmo dargli rispetto, invece gli caghiamo dentro, appesi fuoribordo come sul trespolo di un pappaiaddu…forse è per questo che spesso s’incazza…e quando s’incazza, se non scendiamo come una balena, ci strappa le budedda…ma non è brutto come quando mirica o inglisi fan chioviri bumme.

Prego Sant’Agata, che mi raccomandi a Dio per non farmi morire qui, senza fussuni ne’ lapide.

Sott’acqua mi sembra di perdere l’anima, come se non scendesse con noi, solo il corpo rimane prigioniero nello scafo.

Lo Squalo ha visto qualcosa…trafficato questo mare grande! Debbo lasciarti, si va all’attacco!

Un abbraccio

Antonio

*Il mare lento

è nero e unto

di bava della morte.

Quando Nettuno

non accende la Luna

è tempo

di lupi affamati

che mordono

senza dare scampo.

Il mare lento

inghiotte,

con rantoli

di macabri sbuffi,

gli sconfitti

della notte,

mentre l’alba

festeggia

nuovi eroi.


(SCONFITTI ED EROI

di Romano Pisciotti)