https://www.aziendaeimpresa.com/varie/guerra-soldi/
Romano Pisciotti
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Romano Pisciotti
E’ noto che molti piccoli imprenditori hanno basato il loro successo su singole peculiarità, intuito o fiuto per gli affari, com’è altrettanto noto che le piccole e medie imprese, in molti casi, non attraversano un periodo florido, anzi, molte rischiano di passare da “difficoltà” a “chiusura”…..hanno esaurito idee e fiuto?…..o forse qualcuno ha avuto un’idea migliore o globale?!
La globalizzazione ha creato molte illusioni e, purtroppo, molte delusioni: le aziende che hanno pensato di poter abbattere le frontiere raggiungendo, grazie alla visibilità offerta da internet, ricchi mercati inesplorati o nuovi clienti, si sono accorte che un sito web non basta più e neppure la presenza sui social garantisce prodigiose “messi” di clienti.
La global economy sta portando alla migrazione dell’economia produttiva verso luoghi esotici e la finanziarizzazione dell’impresa tradizionale ha abbattuto confini e barriere, senza rispetto sociale e senza impegni territoriali come tasse e sindacati.
Non abbiamo applaudito al concetto dell’e-commerce per vedere migliaia di poveri cristi pedalare per pochi euro o per essere circondati da furgoni che sembrano aver sostituito la slitta di Babbo Natale, con la differenza che la slitta magica non blocca la viabilità con posteggi funamboleschi!
Rischiamo di perdere la bussola negando che l’impresa e l’imprenditore operano non solo “nel” paese, ma anche “per” il paese.
Brutti scenari per le piccole e medie imprese che, nel tentativo di sopravvivere, si vedono costrette a garantire prezzi e tempi di consegne allucinanti ai giganti del web. Albergatori che, rincorrendo la visibilità, si sono ritrovati a pagare un “pizzo” spropositato ad App che stanno, in pratica, monopolizzato il web.
Il cambiamento in atto non sembra portatore di benessere: non siamo davanti all’evoluzione di carrozze in treni e automobili (processo sempre portato ad esempio per giustificare parte dell’attuale progresso), ma all’accaparramento monopolistico economico-finanziario del mercato.
Quando i giganti avranno ottenuto il monopolio commerciale globale, neppure gli utenti finali (clienti) saranno contenti di comprare oggetti o servizi imposti a prezzi che non saranno più a low cost o, se tali, saranno d’infima qualità, unico standard al quale la globalizzazione ci sta lentamente abituando.
Neppure le aziende del nord-est padano (eccellenze della meccanica), entrate nel circuito tedesco, possono stare tranquille: il legame teutonico assomiglierà sempre più a un guinzaglio, se non addirittura a un nodo scorsoio.
Troppo tardi per reagire?
Non penso…
…a patto che le medie e piccole imprese riescano, senza perdere le loro peculiarità, a fare squadra in gruppi di produttori: unendo i canali di vendita, fare rete con associazioni tra aziende che possano condividere esperienze e futuro.
Unire gli sforzi qualitativi, far fronte per nuovi investimenti, raffreddare la concorrenza, ridurre i costi con acquisti comuni, ecc…cooperare significa compensare i vantaggi delle grandi aziende!
So bene quanto sia difficile per il classico imprenditore italiano “aprire” la propria azienda, ma l’alternativa non sarà felice…sciogliendosi nella prossima App o affrontando, solo, la tempesta.
Vizi e difetti della piccola impresa, magari alle prese anche con il cambio generazionale, devono essere rimossi trovando soluzioni competitive per continuare a valorizzare i pregi dell’impronta famigliare…e, nel caso, ricorrendo a esperti e coordinatori esterni per nuove alleanze.
Industrial & Business Management

Info: italmotor@gmail.com
PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E MONITORAGGIO GESTIONALE
ERRORI NELLA REALTÀ DI PICCOLE E MEDIE AZIENDE
BUDGET ANALITICO
CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ
RICLASSIFICAZIONE DI BILANCIO
IL BILANCIO SOSTENIBILE
IL BILANCIO COME STRUMENTO DI MARKETING
ANALISI DI RENDIMENTO DELLA SOCIETÀ PER IL PASSAGGIO GENERAZIONALE
Testa sotto i banchi, come a scuola, quando il Capo inizia a parlare di budget.
Nel periodo nel quale ancora vivono i ricordi delle vacanze estive e già si pensa all’organizzazione dì quelle natalizie, nell’ufficio di Fantozzi iniziano a circolare questionari sull’andamento delle vendite. Il Capufficio, calorosamente spronato dall’Altissimo, cerca la vittima a cui assegnare il compito di preparare il “calendario dell’Avvento”: le prime finestrelle occupate da qualche numero relativo all’andamento dell’anno in corso e il gran finale con la nascita di sogni e promesse…i Re Magi porteranno oro e incenso per celebrare i desideri degli azionisti.
Nell’ufficio immaginario popolato dai personaggi fantozziani Il budget scade ad un compito da sbrigare, senza farsi distrarre dagli impegni quotidiani, alimentando le migliori aspettative per l’anno a venire: quasi un fastidioso rito da levarsi dai piedi velocemente!
Dove il budget sembra essere una cosa seria, da fine settembre piovono mail con infiniti fogli Excel: elenchi di paesi e prodotti che ogni Business Units o reparto deve allineare al pensiero dì chi ha elaborato elenchi e questionari…inizia così la quadratura del cerchio: prodotti, mercati, canali di vendita, stagionalità, triangoli e rettangoli, tutti spremuti in elaborati che ben poco colgono delle informazioni necessarie per fare da trampolino alle previsioni, quest’ultime sciorinate in altri mastodontici fogli elettronici, ben illustrati con grafici e statistiche; così accade che se un grossista indipendente con sede in Olanda ha acquistato, ad esempio, tremila stampanti nell’anno in corso, poi distribuite tra Nigeria e Zimbabwe, si classificherà l’Olanda come il paese con maggior potenzialità di sviluppo dove concentrare gli sforzi maggiori nell’anno di budget, delineando una crescita completamente avulsa dalla realtà’ che non individua il reale potenziale dei mercati di destinazione dei prodotti e, tanto meno, verranno individuate le ragioni dell’anomalo picco dì vendite (politiche governativi o aiuti dì Stato o crescita del potere d’acquisto della classe media, difficoltà della concorrenza, ecc..). Purtroppo la Nigeria e lo Zimbabwe, non essendo stati elencati nel foglio Excel distribuito, si trasformano in un’occasione mancata per una corretta analisi dei mercati e loro potenziale. Forse questo è un caso limite o un approccio giustificato da altri fattori, ma evidenzia la distanza, non così’ rara, tra i report dì budget e la realtà.
Anche se i “reportisti” sono più attenti e gli elaborati meglio formalizzati, spesso non viene meno la pessima abitudine, nei “papiri” del budget, di non analizzare a fondo i plus che hanno portato risultati sopra le aspettative o ancor peggio e più frequentemente, non si analizzano i risultati negativi, spesso addossando solo a fattori esterni (andamento del mercato, congiunture e…cataclismi…) il mancato raggiungimento degli obbiettivi. La mancanza d’investimenti, la mancanza di personale e altre “mancanze” sono spesso usate come scuse a “scarico barile.” Situazioni reali possono effettivamente influenzare il risultato, molte delle quali non sono state valutate o prese in considerazione al tempo della elaborazione del budget.
Il budget, prima d’essere programmazione e scelta organizzativa, è analisi dell’azienda e del mercato che porta a scelte di visione e vantaggi competitivi; il periodo di elaborazione del budget è il momento per una collegiale individuazione di criticità.
Dalla conoscenza delle variabili di mercato e il loro impatto sui costi aziendali nascono nuove tattiche e obiettivi che si devono rispecchiare nel budget.
Occorre leggere, nell’evoluzione storica del mercato e dell’azienda, il futuro posizionamento dell’azienda e adeguarne le scelte valutando le risorse.
Oggi anche l’impatto ambientale delle attività o i benefici derivanti da scelte “green”, devono essere presi in considerazione.
È necessario un approccio al budget come strumento organizzativo e di successivo controllo.
Il budget è un elemento che richiede impegno dì tutti i reparti aziendali, per questo è necessario individuare un responsabile per la raccolta e l’analisi delle informazioni e dare responsabilità ai vari reparti.
Una buona scelta è affidarsi a un esperto esterno ed indipendente per accompagnare l’azienda nella stesura del budget.

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AG & Partners srl:
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“Time is money, the saying goes, and lots of it gets lost in disorganization”
Interessanti le politiche economiche USA: fanno casino con la Russia alimentando eventuali ritorsioni russe sull’Europa che limiterebbero le forniture di gas…però ci offrono il loro gas via nave con tempi, costi e problematiche tecniche maggiori….grazie!
Con il metano a 180 €/MWh (negli Usa costa circa 40 $/MWh), le navi cariche di gas liquido, hanno cambiato improvvisamente rotta. Passando dal dirigersi in massa verso l’Asia al navigare verso l’Europa.
Nei mesi scorsi la variazione di rotta era stata inversa per approfittare dei prezzi asiatici spinti in alto dalla precoce ripresa economica post-pandemica di quella parte di mondo. E questo era stato uno dei fattori del boom del prezzo del gas e dell’elettricità nel nostro continente.
Ma adesso le carte sono cambiate, e dagli esportatori di gas sembra essere arrivato il contrordine:
https://ecquologia.com/caro-metano-dura-lezione-per-leuropa/
PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI
Incremento del valore della marca e sviluppo di vantaggi competitivi
Accedere a nuovi mercati o nicchie di mercato legate alla sostenibilità
Accedere a nuove forme di capitali e modelli di business
Minimizzazione dei rischi
Aumento della produttività e riduzione dei costi
Attrazione e mantenimento delle risorse umane
PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI
Romano Pisciotti:
After an important experience as a naval officer, Romano worked on behalf of important international companies (Pirelli, for example) in Italy (his country of origin), Argentina, Brazil, Egypt and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.
He actively participated in the start up of new operating units in Italy and abroad;
has been fully involved in the restructuring of companies and the increase in commercial activities. In his various experiences, Romano has led multi-ethnic work teams even in stressful environments.
He lived for over five years in Nigeria, where he had relevant experience as general manager of large industrial groups and in logistics; the current activities still tie him to Africa, in Lagos, as responsible for the development of new strategies in Nigeria for the IVECO, heavy vehicles company.
Romano has never neglected professional updating by continuously following courses at qualified universities.
info: italmotor@gmail.com
… l’Unione Europea, piegata sulle politiche americane, rimprovera gli imprenditori italiani
Presentato da Romano Pisciotti
INFO: Romano Pisciotti
Alors qu’une dizaine de pays africains projettent de se tourner vers le nucléaire civil et ont annoncé leur intention de se doter d’une centrale.
Le continent possède 20 % des réserves mondiales d’uranium. Mais le nucléaire civil représente moins de 2 % de sa production énergétique. Potentielle solution pour pallier le déficit d’électricité de l’Afrique, l’énergie atomique séduit de plus en plus. Une dizaine d’États ont déjà annoncé leur intention de se doter d’une centrale. Pour les puissances étrangères, cet engouement est un enjeu commercial de taille et l’occasion d’asseoir un peu plus leur influence sur le continent. Alors que la Chine et la Russie multiplient les projets, les États-Unis tentent de rentrer dans la course.
L’Agence internationale de l’énergie n’est pas aussi optimiste que les pays africains. Selon elle, la part de nucléaire dans la production énergétique du continent ne va pas beaucoup augmenter dans les années à venir. En cause, son coût de production, moins compétitif que le renouvelable, mais aussi l’instabilité politique et le contexte sécuritaire tendu des pays intéressés.
Romano Pisciotti : surfer sur le web

Africa’s current total population of 1.2 billion people is young: South of the Sahara, their average age is under 25 in all countries except South Africa.

Going forward, the continent will account for about 50% of the world’s population growth between now and 2050, predicts PricewaterhouseCoopers.
Africa’s middle classes are already growing rapidly, with one in three people now believed to be living above the poverty line, even if not among the wealthy. Meanwhile, the staggering 1.1 billion – around 42% of the continent’s population – is projected to reach middle-class status by 2060.
Of the 54 African countries, South Africa is still considered the continent’s first powerhouse and a gateway to many other African countries. But with 173.6 million citizens growing their GDP by 200% in just ten years, Nigeria is regarded as Africa’s new power actor.
FROM WEB (Romano Pisciotti)