NON DORMITE SONNI TRANQUILLI

Contrariamente ai racconti TV l’esercito di Putin non è una banda di ragazzetti impreparati e la NATO, per il bene nostro, non dovrebbe scherzare con il fuoco.

L’esercito Russo è considerato il secondo migliore al Mondo. Efficiente, preparato, con mezzi di altissima capacità tecnologica. Ma in Ucraina il generale Gerasimov ha portato carri vecchi, tanti soldati giovanissimi e non sta usando quasi affatto l’aviazione. L’operazione via terra allunga tempi e sconcerto, dolore e tante perdite anche tra i Russi. Perchè? Qual è il vero disegno di Putin?

“Ci sono un sacco di cose che stanno facendo che lasciano perplessi”, ha detto Rob Lee, uno specialista militare russo presso il Foreign Policy Research Institute. Si pensava che all’inizio della guerra sarebbe stato richiesto “il massimo uso della forza”. “Perché ogni giorno che va avanti c’è un costo e il rischio aumenta. Se non lo stanno facendo è davvero difficile da spiegare per qualsiasi motivo realistico”.

Esperti militari hanno riscontrato prove di una mancanza di coordinamento dell’aviazione russa con le formazioni di truppe di terra, con più colonne di truppe russe inviate oltre la portata della propria copertura di difesa aerea. Ciò rende i soldati russi vulnerabili agli attacchi delle forze ucraine, compresi quelli equipaggiati di recente con droni turchi e missili anticarro statunitensi e britannici.

Le Forze Armate della Federazione russa, nate dalle ceneri delle Forze Armate sovietiche, vedono la luce nel 1992, e si compongono di reparti articolati e ben equipaggiati.

In caso di guerra, la Russia può fare affidamento su un armamentario di ultimissima generazione. Oltre alle forze di terra pari a 1.350.000 uomini dispone di:

4.173 forze aerospaziali;
320 missili e 1.181 testate strategiche;
605 forze navali;
12.420 carri armati.

I carri armati russi, i T-90, sono considerati i mezzi blindati più potenti e forti al mondo. 

Non da meno i mille nuovi aerei in dotazione, i SU-35S che sono stati mandati in parte in Bielorussia per le esercitazioni militari congiunte.

Ad oggi, il 92% dei piloti e il 62% dei militari della Marina ha precedenti esperienze in teatri di guerra.

WALL STREET ITALIA

Presentato da Romano Pisciotti

FARINA E PETROLIO IN AFRICA

L’attacco della Russia all’Ucraina e le sanzioni di ritorsione dall’Occidente potrebbero segnalare una buona notizia per le economie legate ai petro dollari come la Nigeria. Il Brent, l’indicatore del petrolio greggio nigeriano, ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2014.

Con l’escalation della crisi Russia-Ucraina, le materie prime come il grano e il mais dovranno affrontare interruzioni dell’approvvigionamento e l’ aumento dei prezzi.

L’effetto a catena sarà pesante per le aziende nigeriane che operano nel settore alimentare che attualmente stanno già affrontando un aumento dei costi di produzione a causa della volatilità del range di cambio.

I dati commerciali hanno mostrato che Egitto, Turchia, Bangladesh e Nigeria erano le principali destinazioni del grano russo nel 2019 e la tendenza non è cambiata.

Il conflitto minaccia la più grande economia africana, la Nigeria, a causa del costo dei prodotti alimentari a base di grano.

La Nigeria, a causa della bassa capacità di raffinazione del grezzo è costretta ad importare benzina e gasoli, il Governo sostiene l’economia calmierando il prezzo di questi prodotti con massicci aiuti.

Lo sviluppo di questa situazione potrebbe significare un aumento del costo della vita per i 250 milioni di abitanti della Nigeria ed esporre ulteriormente la persistente incapacità del paese di trasferire le fortune petrolifere alle realtà economiche, nonostante la sua ricchezza energetica.

La nuova mega raffineria di Dangote dovrebbe entrare in funzione quest’anno, se non subirà ulteriori ritardi, questo dovrebbe permettere al Governo di eliminare totalmente l’enorme spesa per calmierare i prezzi di benzina e diesel.

Le prospettive a medio termine dell'Africa sembrano più ottimistiche con 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g) di nuova capacità prevista entro il 2026, metà della quale sarà rappresentata dal progetto di raffineria 650.000 bpd Dangote oil project in Nigeria, che dovrebbe entrare in funzione nel 2022"

Romano Pisciotti

CAPITANI D’AZIENDA

Come il COVID ci ha insegnato, o dovrebbe averci insegnato, l’importanza degli investimenti in ricerca e nelle strutture sanitarie, così ogni crisi finanziaria o economica dovrebbe insegnarci come investire e come strutturare le aziende per renderle flessibili e capaci di operare anche in situazioni di mercato difficili, nel presente e nel futuro. 

Oggi, molte aziende sembrano navigare nella tempesta, ma per alcune si sono aperte opportunità: tempesta o bonaccia il segreto è conoscere la propria azienda, l’ambiente in cui opera e conoscere l’ambiente futuro, così da orientare gli sforzi dell’imprendere in giusti investimenti e in nuovi canali di vendita.

Neppure il COVID è stato, per gli studiosi, un evento così inaspettato! Se è vero, com’è vero, che in ogni secolo l’umanità ha lottato con almeno due pandemie, una ogni circa cinquant’anni, si potrebbe affermare che lo scatenarsi di virus pericolosi è un evento più raro dello scatenarsi di crisi economiche, quest’ultime con cicli più ravvicinati delle epidemie.

Se considerassimo anche le gravi epidemie che negli ultimi anni hanno interessato solo alcune aree del pianeta, come il virus ebola, capiremmo che una crisi economica locale, nel mondo globalizzato, riesce a “influenzare” il resto del mondo più di un virus. 

Sembrerebbe banale dire queste cose perché tutti ricordiamo che nel mondo globalizzato “Una farfalla che batte le ali…” e neppure serve finire la frase ben nota! Se tutto è così banale, perché molti imprenditori non conoscono la propria azienda?…Né l’ambiente in cui essa opera e tanto meno riescono a guardare al domani. Non sto esagerando: molti imprenditori conoscono il numero dei bulloni che compongono ogni macchinario in fabbrica, ma non hanno mai analizzato (con numeri e dati, senza la bonarietà di un padre!) la propria azienda.

Troppi imprenditori ignorano segnali come i cambiamenti sociali o le tendenze dei mercati che, spesso, sono più potenti di un “battito d’ali” e si diffondono, a volte, in tempi più brevi che un virus e le sue mutazioni.

I segnali del cambiamento climatico, ad esempio, esistevano già dagli anni ’70, ma solo recentemente e rapidamente, Governi e opinione pubblica ne hanno avuto coscienza…non sempre in modo equilibrato, ma questo è un altro discorso…sicuramente, per le aziende, c’è poco tempo per allinearsi agli “editti verdi” a carattere più o meno globale; gli imprenditori che già da tempo seguono politiche green sono certamente avvantaggiati, ora tutti devono imparare come gestire un budget sostenibile.

Troppi imprenditori pensano di navigare a bordo di una nave mercantile, il cui capitano deve conoscere la posizione per tenersi lontano dalle secche…troppo semplice! L’imprenditore è il comandante di una nave da guerra che deve conoscere anche dove si trova il nemico, anzi, dove sarà il target, dovendo sparare il colpo di cannone non dove la nave nemica si trova, ma dove sarà (punto futuro), per non rischiare di colpire solo la scia del bersaglio.

Le aziende, leader e inseguitrici, sono navi in movimento in un mare che in poche ore può passare da bonaccia a tempesta!

Come un comandante usa strumenti per il calcolo e la previsione, altrettanto l’imprenditore deve imparare a stare sul ponte di comando. Anche i migliori capitani, per raggiungere un porto sicuro, si avvalgono di un pilota…dunque, anche molti imprenditori potrebbero aver bisogno di una “guida” capace di portare in azienda esperienze diverse, conoscenze particolari e capacità d’analisi.

Buon vento!

Romano Pisciotti

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PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E MONITORAGGIO GESTIONALE

ERRORI NELLA REALTÀ DI PICCOLE E MEDIE AZIENDE

BUDGET ANALITICO

CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ 

RICLASSIFICAZIONE DI BILANCIO

IL BILANCIO SOSTENIBILE

IL BILANCIO COME STRUMENTO DI MARKETING

ANALISI DI RENDIMENTO DELLA SOCIETÀ PER IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

IN SICILY FACTS FOR SUSTAINABILITY NOT WORDS – Italian and English version

IN SICILIA FATTI, NON PAROLE, SULLA SOSTENIBILITA’

Lenzing and Orange Fiber introduce the first TENCEL™ branded lyocell fiber made of orange pulp and wood sources – presenting a new sustainable offering for the fashion industry.

Lenzing e Orange Fiber presentano la prima fibra lyocell a marchio TENCEL™ composta da polpa d’arancia e fonti di legno, presentando una nuova offerta sostenibile per l’industria della moda.

Lenzing Group, a leading global producer of wood-based specialty fibers, is partnering with Orange Fiber, an Italian company which has patented the pulp production process for citrus by-products, to produce the first ever TENCEL™ branded lyocell fiber made of orange and wood pulp. This new product aims to realize both companies’ shared vision to enhance sustainability in the textile and fashion industry. The new TENCEL™ Limited Edition initiative combines the imagination, innovation and inspiration of eco-responsible textiles, through reinventing TENCEL™ branded fibers using unconventional sustainable raw materials.

Il Gruppo Lenzing, leader mondiale nella produzione di fibre speciali a base di legno, collabora con Orange Fiber, azienda italiana che ha brevettato il processo di produzione della polpa per i sottoprodotti degli agrumi, per produrre il primo TENCEL in assoluto Fibra di lyocell a marchio ™ composta da polpa di arancia e legno. Questo nuovo prodotto mira a realizzare la visione condivisa di entrambe le aziende per migliorare la sostenibilità nel settore tessile e della moda. La nuova iniziativa TENCEL™ Limited Edition combina l’immaginazione, l’innovazione e l’ispirazione di tessuti eco-responsabili, reinventando le fibre a marchio TENCEL™ utilizzando materie prime sostenibili non convenzionali.

“The introduction of TENCEL™ Limited Edition leverages our leading edge in highly sustainable production processes and we are proud to collaborate on this special edition fiber series with Orange Fiber.” said Gert Kroner, Vice President of Global Research and Development at the Lenzing Group. “By upcycling waste materials such as orange peels in our products, we are taking proactive steps towards a more sustainable future and minimizing the environmental impact of waste.”

L’introduzione di TENCEL™ Limited Edition sfrutta il nostro vantaggio nei processi di produzione altamente sostenibili e siamo orgogliosi di collaborare a questa serie di fibre in edizione speciale con Orange Fiber”. ha affermato Gert Kroner, vicepresidente della ricerca e sviluppo globale del gruppo Lenzing. “Riciclando materiali di scarto come le bucce d’arancia nei nostri prodotti, stiamo compiendo passi proattivi verso un futuro più sostenibile e riducendo al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti”.

Presented by Romano Pisciotti

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ASPETTANDO LA PROSSIMA App

E’ noto che molti piccoli imprenditori hanno basato il loro successo su singole peculiarità, intuito o fiuto per gli affari, com’è altrettanto noto che le piccole e medie imprese, in molti casi, non attraversano un periodo florido, anzi, molte rischiano di passare da “difficoltà” a “chiusura”…..hanno esaurito idee e fiuto?…..o forse qualcuno ha avuto un’idea migliore o globale?!

La globalizzazione ha creato molte illusioni e, purtroppo, molte delusioni: le aziende che hanno pensato di poter abbattere le frontiere raggiungendo, grazie alla visibilità offerta da internet, ricchi mercati inesplorati o nuovi clienti, si sono accorte che un sito web non basta più e neppure la presenza sui social garantisce prodigiose  “messi” di clienti.

La global economy sta portando alla migrazione dell’economia produttiva verso luoghi esotici e la finanziarizzazione dell’impresa tradizionale ha abbattuto confini e barriere, senza rispetto sociale e senza impegni territoriali come tasse e sindacati.

Non abbiamo applaudito al concetto dell’e-commerce per vedere migliaia di poveri cristi pedalare per pochi euro o per essere circondati da furgoni che sembrano aver sostituito la slitta di Babbo Natale, con la differenza che la slitta magica non blocca la viabilità con posteggi funamboleschi!

Rischiamo di perdere la bussola negando che l’impresa e l’imprenditore operano non solo “nel” paese, ma anche “per” il paese.

Brutti scenari per le piccole e medie imprese che, nel tentativo di sopravvivere, si vedono costrette a garantire prezzi e tempi di consegne allucinanti ai giganti del web. Albergatori che, rincorrendo la visibilità, si sono ritrovati a pagare un “pizzo” spropositato ad App che stanno, in pratica, monopolizzato il web.

Il cambiamento in atto non sembra portatore di benessere: non siamo davanti all’evoluzione di carrozze in treni e automobili (processo sempre portato ad esempio per giustificare parte dell’attuale progresso), ma all’accaparramento monopolistico economico-finanziario del mercato. 

Quando i giganti avranno ottenuto il monopolio commerciale globale, neppure gli utenti finali (clienti) saranno contenti di comprare oggetti o servizi imposti a prezzi che non saranno più a low cost o, se tali, saranno d’infima qualità, unico standard al quale la globalizzazione ci sta lentamente abituando.

Neppure le aziende del nord-est padano (eccellenze della meccanica), entrate nel circuito tedesco, possono stare tranquille: il legame teutonico assomiglierà sempre più a un guinzaglio, se non addirittura a un nodo scorsoio. 

Troppo tardi per reagire?

Non penso…

…a patto che le medie e piccole imprese riescano, senza perdere le loro peculiarità, a fare squadra in gruppi di produttori: unendo i canali di vendita, fare rete con associazioni tra aziende che possano condividere esperienze e futuro. 

Unire gli sforzi qualitativi, far fronte per nuovi investimenti, raffreddare la concorrenza, ridurre i costi con acquisti comuni, ecc…cooperare significa compensare i vantaggi delle grandi aziende!

So bene quanto sia difficile per il classico imprenditore italiano “aprire” la propria azienda, ma l’alternativa non sarà felice…sciogliendosi nella prossima App o affrontando, solo, la tempesta.

Vizi e difetti della piccola impresa, magari alle prese anche con il cambio generazionale, devono essere rimossi trovando soluzioni competitive per continuare a valorizzare i pregi dell’impronta famigliare…e, nel caso, ricorrendo a esperti e coordinatori esterni per nuove alleanze.

Romano Pisciotti

Industrial & Business Management

Romano Pisciotti

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BUDGET ANALITICO

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BUDGET E DINTORNI

Testa sotto i banchi, come a scuola, quando il Capo inizia a parlare di budget. 

Nel periodo nel quale ancora vivono i ricordi delle vacanze estive e già si pensa all’organizzazione dì quelle natalizie, nell’ufficio di Fantozzi iniziano a circolare questionari sull’andamento delle vendite. Il Capufficio, calorosamente spronato dall’Altissimo, cerca la vittima a cui assegnare il compito di preparare il “calendario dell’Avvento”: le prime finestrelle occupate da qualche numero relativo all’andamento dell’anno in corso e il gran finale con la nascita di sogni e promesse…i Re Magi porteranno oro e incenso per celebrare i desideri degli azionisti.

Nell’ufficio immaginario popolato dai personaggi fantozziani Il budget scade ad un compito da sbrigare, senza farsi distrarre dagli impegni quotidiani, alimentando le migliori aspettative per l’anno a venire: quasi un fastidioso rito da levarsi dai piedi velocemente!

Dove il budget sembra essere una cosa seria, da fine settembre piovono mail con infiniti fogli Excel: elenchi di paesi e prodotti che ogni Business Units o reparto deve allineare al pensiero dì chi ha elaborato elenchi e questionari…inizia così la quadratura del cerchio: prodotti, mercati, canali di vendita, stagionalità, triangoli e rettangoli, tutti spremuti in elaborati che ben poco colgono delle informazioni necessarie per fare da trampolino alle previsioni, quest’ultime sciorinate in altri mastodontici fogli elettronici, ben illustrati con grafici e statistiche; così accade che se un grossista indipendente con sede in Olanda ha acquistato, ad esempio, tremila stampanti nell’anno in corso, poi distribuite tra Nigeria e Zimbabwe, si classificherà l’Olanda come il paese con maggior potenzialità di sviluppo dove concentrare gli sforzi maggiori nell’anno di budget, delineando una crescita completamente avulsa dalla realtà’ che non individua il reale potenziale dei mercati di destinazione dei prodotti e, tanto meno, verranno individuate le ragioni dell’anomalo picco dì vendite (politiche governativi o aiuti dì Stato o crescita del potere d’acquisto della classe media, difficoltà della concorrenza, ecc..). Purtroppo la Nigeria e lo Zimbabwe, non essendo stati elencati nel foglio Excel distribuito, si trasformano in un’occasione mancata per una corretta analisi dei mercati e loro potenziale. Forse questo è un caso limite o un approccio giustificato da altri fattori, ma evidenzia la distanza, non così’ rara, tra i report dì budget e la realtà.

Anche se i “reportisti” sono più attenti e gli elaborati meglio formalizzati, spesso non viene meno la pessima abitudine, nei “papiri” del budget, di non analizzare a fondo i plus che hanno portato risultati sopra le aspettative o ancor peggio e più frequentemente, non si analizzano i risultati negativi, spesso addossando solo a fattori esterni (andamento del mercato, congiunture e…cataclismi…) il mancato raggiungimento degli obbiettivi. La mancanza d’investimenti, la mancanza di personale e altre “mancanze” sono spesso usate come scuse a “scarico barile.” Situazioni reali possono effettivamente influenzare il risultato, molte delle quali non sono state valutate o prese in considerazione al tempo della elaborazione del budget.

Il budget, prima d’essere programmazione e scelta organizzativa, è analisi dell’azienda e del mercato che porta a scelte di visione e vantaggi competitivi; il periodo di elaborazione del budget è il momento per una collegiale individuazione di criticità.

Dalla conoscenza delle variabili di mercato e il loro impatto sui costi aziendali nascono nuove tattiche e obiettivi che si devono rispecchiare nel budget.

Occorre leggere, nell’evoluzione storica del mercato e dell’azienda, il futuro posizionamento dell’azienda e adeguarne le scelte valutando le risorse.

Oggi anche l’impatto ambientale delle attività o i benefici derivanti da scelte “green”, devono essere presi in considerazione.

È necessario un approccio al budget come strumento organizzativo e di successivo controllo.

Il budget è un elemento che richiede impegno dì tutti i reparti aziendali, per questo è necessario individuare un responsabile per la raccolta e l’analisi delle informazioni e dare responsabilità ai vari reparti. 

Una buona scelta è affidarsi a un esperto esterno ed indipendente per accompagnare l’azienda nella stesura del budget.

Romano Pisciotti

R.P.

Info: italmotor@gmail.com

 

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PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E MONITORAGGIO GESTIONALE

ERRORI NELLA REALTÀ DI PICCOLE E MEDIE AZIENDE

BUDGET ANALITICO

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IL BILANCIO SOSTENIBILE

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ANALISI DI RENDIMENTO DELLA SOCIETÀ PER IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

 

 

 

“Time is money, the saying goes, and lots of it gets lost in disorganization”

 

 

 

IL GAS DI BIDEN

Interessanti le politiche economiche USA: fanno casino con la Russia alimentando eventuali ritorsioni russe sull’Europa che limiterebbero le forniture di gas…però ci offrono il loro gas via nave con tempi, costi e problematiche tecniche maggiori….grazie!

Con il metano a 180 €/MWh (negli Usa costa circa 40 $/MWh), le navi cariche di gas liquido, hanno cambiato improvvisamente rotta. Passando dal dirigersi in massa verso l’Asia al navigare verso l’Europa.

Nei mesi scorsi la variazione di rotta era stata inversa per approfittare dei prezzi asiatici spinti in alto dalla precoce ripresa economica post-pandemica di quella parte di mondo. E questo era stato uno dei fattori del boom del prezzo del gas e dell’elettricità nel nostro continente.

Ma adesso le carte sono cambiate, e dagli esportatori di gas sembra essere arrivato il contrordine:

https://ecquologia.com/caro-metano-dura-lezione-per-leuropa/

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Green Reputation

Non solo le grandi aziende oggi puntano alla sostenibilità come focus di pianificazione di asset e strategie d’investimento, tanto da poter riclassificare il bilancio.

La sostenibilità oggi rappresenta un elemento chiave per le aziende e racchiude molteplici vantaggi:

Incremento del valore della marca e sviluppo di vantaggi competitivi

Accedere a nuovi mercati o nicchie di mercato legate alla sostenibilità

Accedere a nuove forme di capitali e modelli di business

Minimizzazione dei rischi

Aumento della produttività e riduzione dei costi

Attrazione e mantenimento delle risorse umane

 

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Romano Pisciotti:

After an important experience as a naval officer, Romano worked on behalf of important international companies (Pirelli, for example) in Italy (his country of origin), Argentina, Brazil, Egypt and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.

He actively participated in the start up of new operating units in Italy and abroad;

has been fully involved in the restructuring of companies and the increase in commercial activities. In his various experiences, Romano has led multi-ethnic work teams even in stressful environments.

He lived for over five years in Nigeria, where he had relevant experience as general manager of large industrial groups and in logistics; the current activities still tie him to Africa, in Lagos, as responsible for the development of new strategies in Nigeria for the IVECO, heavy vehicles company.

Romano has never neglected professional updating by continuously following courses at qualified universities.

info: italmotor@gmail.com