FARINA E PETROLIO IN AFRICA

L’attacco della Russia all’Ucraina e le sanzioni di ritorsione dall’Occidente potrebbero segnalare una buona notizia per le economie legate ai petro dollari come la Nigeria. Il Brent, l’indicatore del petrolio greggio nigeriano, ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2014.

Con l’escalation della crisi Russia-Ucraina, le materie prime come il grano e il mais dovranno affrontare interruzioni dell’approvvigionamento e l’ aumento dei prezzi.

L’effetto a catena sarà pesante per le aziende nigeriane che operano nel settore alimentare che attualmente stanno già affrontando un aumento dei costi di produzione a causa della volatilità del range di cambio.

I dati commerciali hanno mostrato che Egitto, Turchia, Bangladesh e Nigeria erano le principali destinazioni del grano russo nel 2019 e la tendenza non è cambiata.

Il conflitto minaccia la più grande economia africana, la Nigeria, a causa del costo dei prodotti alimentari a base di grano.

La Nigeria, a causa della bassa capacità di raffinazione del grezzo è costretta ad importare benzina e gasoli, il Governo sostiene l’economia calmierando il prezzo di questi prodotti con massicci aiuti.

Lo sviluppo di questa situazione potrebbe significare un aumento del costo della vita per i 250 milioni di abitanti della Nigeria ed esporre ulteriormente la persistente incapacità del paese di trasferire le fortune petrolifere alle realtà economiche, nonostante la sua ricchezza energetica.

La nuova mega raffineria di Dangote dovrebbe entrare in funzione quest’anno, se non subirà ulteriori ritardi, questo dovrebbe permettere al Governo di eliminare totalmente l’enorme spesa per calmierare i prezzi di benzina e diesel.

Le prospettive a medio termine dell'Africa sembrano più ottimistiche con 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g) di nuova capacità prevista entro il 2026, metà della quale sarà rappresentata dal progetto di raffineria 650.000 bpd Dangote oil project in Nigeria, che dovrebbe entrare in funzione nel 2022"

Romano Pisciotti

CAPITANI D’AZIENDA

Come il COVID ci ha insegnato, o dovrebbe averci insegnato, l’importanza degli investimenti in ricerca e nelle strutture sanitarie, così ogni crisi finanziaria o economica dovrebbe insegnarci come investire e come strutturare le aziende per renderle flessibili e capaci di operare anche in situazioni di mercato difficili, nel presente e nel futuro. 

Oggi, molte aziende sembrano navigare nella tempesta, ma per alcune si sono aperte opportunità: tempesta o bonaccia il segreto è conoscere la propria azienda, l’ambiente in cui opera e conoscere l’ambiente futuro, così da orientare gli sforzi dell’imprendere in giusti investimenti e in nuovi canali di vendita.

Neppure il COVID è stato, per gli studiosi, un evento così inaspettato! Se è vero, com’è vero, che in ogni secolo l’umanità ha lottato con almeno due pandemie, una ogni circa cinquant’anni, si potrebbe affermare che lo scatenarsi di virus pericolosi è un evento più raro dello scatenarsi di crisi economiche, quest’ultime con cicli più ravvicinati delle epidemie.

Se considerassimo anche le gravi epidemie che negli ultimi anni hanno interessato solo alcune aree del pianeta, come il virus ebola, capiremmo che una crisi economica locale, nel mondo globalizzato, riesce a “influenzare” il resto del mondo più di un virus. 

Sembrerebbe banale dire queste cose perché tutti ricordiamo che nel mondo globalizzato “Una farfalla che batte le ali…” e neppure serve finire la frase ben nota! Se tutto è così banale, perché molti imprenditori non conoscono la propria azienda?…Né l’ambiente in cui essa opera e tanto meno riescono a guardare al domani. Non sto esagerando: molti imprenditori conoscono il numero dei bulloni che compongono ogni macchinario in fabbrica, ma non hanno mai analizzato (con numeri e dati, senza la bonarietà di un padre!) la propria azienda.

Troppi imprenditori ignorano segnali come i cambiamenti sociali o le tendenze dei mercati che, spesso, sono più potenti di un “battito d’ali” e si diffondono, a volte, in tempi più brevi che un virus e le sue mutazioni.

I segnali del cambiamento climatico, ad esempio, esistevano già dagli anni ’70, ma solo recentemente e rapidamente, Governi e opinione pubblica ne hanno avuto coscienza…non sempre in modo equilibrato, ma questo è un altro discorso…sicuramente, per le aziende, c’è poco tempo per allinearsi agli “editti verdi” a carattere più o meno globale; gli imprenditori che già da tempo seguono politiche green sono certamente avvantaggiati, ora tutti devono imparare come gestire un budget sostenibile.

Troppi imprenditori pensano di navigare a bordo di una nave mercantile, il cui capitano deve conoscere la posizione per tenersi lontano dalle secche…troppo semplice! L’imprenditore è il comandante di una nave da guerra che deve conoscere anche dove si trova il nemico, anzi, dove sarà il target, dovendo sparare il colpo di cannone non dove la nave nemica si trova, ma dove sarà (punto futuro), per non rischiare di colpire solo la scia del bersaglio.

Le aziende, leader e inseguitrici, sono navi in movimento in un mare che in poche ore può passare da bonaccia a tempesta!

Come un comandante usa strumenti per il calcolo e la previsione, altrettanto l’imprenditore deve imparare a stare sul ponte di comando. Anche i migliori capitani, per raggiungere un porto sicuro, si avvalgono di un pilota…dunque, anche molti imprenditori potrebbero aver bisogno di una “guida” capace di portare in azienda esperienze diverse, conoscenze particolari e capacità d’analisi.

Buon vento!

Romano Pisciotti

Info: italmotor@gmail.com

AG & Partners srl:

PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E MONITORAGGIO GESTIONALE

ERRORI NELLA REALTÀ DI PICCOLE E MEDIE AZIENDE

BUDGET ANALITICO

CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ 

RICLASSIFICAZIONE DI BILANCIO

IL BILANCIO SOSTENIBILE

IL BILANCIO COME STRUMENTO DI MARKETING

ANALISI DI RENDIMENTO DELLA SOCIETÀ PER IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

IN SICILY FACTS FOR SUSTAINABILITY NOT WORDS – Italian and English version

IN SICILIA FATTI, NON PAROLE, SULLA SOSTENIBILITA’

Lenzing and Orange Fiber introduce the first TENCEL™ branded lyocell fiber made of orange pulp and wood sources – presenting a new sustainable offering for the fashion industry.

Lenzing e Orange Fiber presentano la prima fibra lyocell a marchio TENCEL™ composta da polpa d’arancia e fonti di legno, presentando una nuova offerta sostenibile per l’industria della moda.

Lenzing Group, a leading global producer of wood-based specialty fibers, is partnering with Orange Fiber, an Italian company which has patented the pulp production process for citrus by-products, to produce the first ever TENCEL™ branded lyocell fiber made of orange and wood pulp. This new product aims to realize both companies’ shared vision to enhance sustainability in the textile and fashion industry. The new TENCEL™ Limited Edition initiative combines the imagination, innovation and inspiration of eco-responsible textiles, through reinventing TENCEL™ branded fibers using unconventional sustainable raw materials.

Il Gruppo Lenzing, leader mondiale nella produzione di fibre speciali a base di legno, collabora con Orange Fiber, azienda italiana che ha brevettato il processo di produzione della polpa per i sottoprodotti degli agrumi, per produrre il primo TENCEL in assoluto Fibra di lyocell a marchio ™ composta da polpa di arancia e legno. Questo nuovo prodotto mira a realizzare la visione condivisa di entrambe le aziende per migliorare la sostenibilità nel settore tessile e della moda. La nuova iniziativa TENCEL™ Limited Edition combina l’immaginazione, l’innovazione e l’ispirazione di tessuti eco-responsabili, reinventando le fibre a marchio TENCEL™ utilizzando materie prime sostenibili non convenzionali.

“The introduction of TENCEL™ Limited Edition leverages our leading edge in highly sustainable production processes and we are proud to collaborate on this special edition fiber series with Orange Fiber.” said Gert Kroner, Vice President of Global Research and Development at the Lenzing Group. “By upcycling waste materials such as orange peels in our products, we are taking proactive steps towards a more sustainable future and minimizing the environmental impact of waste.”

L’introduzione di TENCEL™ Limited Edition sfrutta il nostro vantaggio nei processi di produzione altamente sostenibili e siamo orgogliosi di collaborare a questa serie di fibre in edizione speciale con Orange Fiber”. ha affermato Gert Kroner, vicepresidente della ricerca e sviluppo globale del gruppo Lenzing. “Riciclando materiali di scarto come le bucce d’arancia nei nostri prodotti, stiamo compiendo passi proattivi verso un futuro più sostenibile e riducendo al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti”.

Presented by Romano Pisciotti

Info: italmotor@gmail.com

 

AG & Partners srl:

CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ

RICLASSIFICAZIONE DI BILANCIO

IL BILANCIO SOSTENIBILE

IL BILANCIO COME STRUMENTO DI MARKETING

IL GAS DI BIDEN

Interessanti le politiche economiche USA: fanno casino con la Russia alimentando eventuali ritorsioni russe sull’Europa che limiterebbero le forniture di gas…però ci offrono il loro gas via nave con tempi, costi e problematiche tecniche maggiori….grazie!

Con il metano a 180 €/MWh (negli Usa costa circa 40 $/MWh), le navi cariche di gas liquido, hanno cambiato improvvisamente rotta. Passando dal dirigersi in massa verso l’Asia al navigare verso l’Europa.

Nei mesi scorsi la variazione di rotta era stata inversa per approfittare dei prezzi asiatici spinti in alto dalla precoce ripresa economica post-pandemica di quella parte di mondo. E questo era stato uno dei fattori del boom del prezzo del gas e dell’elettricità nel nostro continente.

Ma adesso le carte sono cambiate, e dagli esportatori di gas sembra essere arrivato il contrordine:

https://ecquologia.com/caro-metano-dura-lezione-per-leuropa/

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Green Reputation

Non solo le grandi aziende oggi puntano alla sostenibilità come focus di pianificazione di asset e strategie d’investimento, tanto da poter riclassificare il bilancio.

La sostenibilità oggi rappresenta un elemento chiave per le aziende e racchiude molteplici vantaggi:

Incremento del valore della marca e sviluppo di vantaggi competitivi

Accedere a nuovi mercati o nicchie di mercato legate alla sostenibilità

Accedere a nuove forme di capitali e modelli di business

Minimizzazione dei rischi

Aumento della produttività e riduzione dei costi

Attrazione e mantenimento delle risorse umane

 

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Romano Pisciotti:

After an important experience as a naval officer, Romano worked on behalf of important international companies (Pirelli, for example) in Italy (his country of origin), Argentina, Brazil, Egypt and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.

He actively participated in the start up of new operating units in Italy and abroad;

has been fully involved in the restructuring of companies and the increase in commercial activities. In his various experiences, Romano has led multi-ethnic work teams even in stressful environments.

He lived for over five years in Nigeria, where he had relevant experience as general manager of large industrial groups and in logistics; the current activities still tie him to Africa, in Lagos, as responsible for the development of new strategies in Nigeria for the IVECO, heavy vehicles company.

Romano has never neglected professional updating by continuously following courses at qualified universities.

info: italmotor@gmail.com

 

 

IL BUCO…DELL’IDROGENO

Quando si parla di auto elettriche ed in generale di mobilità del futuro, spesso i detrattori usano come argomento le auto a idrogeno. Facciamo una premessa. Con auto a idrogeno si indicano generalmente le vetture fuel cell, ovvero che fanno uso di una cella a combustibile, alimentata a idrogeno, per produrre energia elettrica, che poi a sua volta mette in funzione un normale motore elettrico, molto simile a quelle delle auto elettriche.

Le due auto fuel cell (FCEV) più conosciute sono la Hyundai Nexo e la Toyota Mirai, con quest’ultima che in particolare è stata per molto tempo il simbolo di questa tecnologia. Pur essendo le uniche due scelte ad oggi in vendita, le unità vendute si contano spesso su un mano, al massimo due, a testimoniare la totale mancanza di domanda.

Il motivo che spesso viene citato come principale causa del fallimento è la mancanza di stazioni di rifornimento. Emblematico è il caso italiano, con una sola stazione a Bolzano, ma anche nei Paesi dove si è lavorato di più, come nel Regno Unito, le stazioni sono pochissime (14 in UK). Di conseguenza il pubblico fatica a prenderle in considerazione, e non sembra che le cose possano migliorare in breve tempo. Le stazioni di rifornimento di idrogeno costano milioni di euro, e non è affatto vero che sia così facile convertire i normali distributori di carburante. Senza considerare che tale rete distributiva necessiterebbe poi di produzione e trasporto del prezioso gas, altre due condizioni fortemente limitanti.

Cosa resta dunque per l’idrogeno?

Il fallimento delle auto a idrogeno

 

Presentato da ITALMOTOR (Romano Pisciotti)

 

SOGNI ELETTRICI?

L’attenzione dei governanti sulle auto elettriche è criticata da climatologi, tecnici dei trasporti, ingegneri e urbanisti. I governi del pianeta, invece, hanno posto l’auto elettrica al centro della loro disastrosa strategia sul clima, che non può arrivare nemmeno alla metà degli obiettivi sulle emissioni di gas serra.

Continua a far discutere la politica del presidente Joe Biden per incentivare l’acquisto di auto elettriche negli Stati Uniti. A finire nel mirino è la proposta, inserita nel grande progetto di legge Build Back Better Act, che porta a 12.500 dollari l’attuale bonus da 7.500 $, ma solo per i veicoli costruiti negli Usa da lavoratori iscritti ai sindacati.

"I veicoli elettrici sono sopravvalutati": lo ha detto nel corso di una conferenza stampa Akio Toyoda, numero uno della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association. Il dirigente ha sottolineato, in particolare, "l’eccessivo clamore" sulle auto alla spina e la mancanza di adeguate valutazioni sulle conseguenze di una pervasiva adozione della mobilità a zero emissioni sul sistema economico giapponese. "Le auto elettriche sono sopravvalutate, il settore collasserà"

 

QUATTRORUOTE

 

 

Presentato da Romano Pisciotti

 

Emergency announced in Suez Canal

Egyptian authorities declared a state of emergency on Sunday as Ever Given, the container ship that blocked the Suez Canal for six days in March, returned to the waterway with a full load, heading to Rotterdam from China.

presented by Romano Pisciotti

https://www.thenationalnews.com/mena/2021/12/12/emergency-announced-in-suez-canal-as-ever-given-container-ship-returns/?outputType=amp

 

AZ4000

Come si chiamano i voli papali?

Il loro codice è sempre lo stesso, non importa la destinazione: AZ4000. Si tratta di una caratteristica di fatto unica nell’aviazione civile. A volare sono circa un centinaio di persone. Il pontefice, il seguito (una trentina di persone), i giornalisti nazionali e internazionali (una sessantina), lo staff di Alitalia dedicato ai voli speciali.

 

WHAT ARE THE PAPAL FLIGHTS NAME?

Their code is always the same, no matter the destination: AZ4000. This is a fact unique in civil aviation. About a hundred people fly. The pontiff, the entourage (about thirty people), the national and international journalists (about sixty), the Alitalia staff dedicated to special flights.

 

Presented by Romano Pisciotti

Ferrari Daytona SP3

The Ferrari Daytona SP3 sports a naturally-aspirated V12, mid-rear-mounted in typical racing car style. Undisputedly the most iconic of all Maranello’s engines, this power unit delivers 840 horsepower – making it the most powerful engine ever built by Ferrari – along with 697 Nm of torque and maximum revs of 9500 rpm. The chassis is built entirely from composite materials using Formula 1 technologies that have not been seen in a road car since the la Ferrari, Maranello’s last supercar. The seat is an integral part of the chassis to reduce weight and guarantee the driver a driving position similar to that of a competition car.

Presented by Romano Pisciotti