I DEBITI ARRICCHISCONO

Da inizio anno, il titolo Tesla ha segnato incrementi vicini al 580% che ha spinto la capitalizzazione di mercato sopra i 500 miliardi di dollari e ha reso il suo fondatore Elon Musk il secondo uomo più ricco al mondo, alle spalle di Jeff Bezos. 

Ultimamente Elon Musk ha dichiarato che se non arriveranno i profitti il titolo scenderà…io sono già sorpreso dal fatto che gli investitori sostengano i titoli legati a Musk!!! Titoli che, di sicuro, hanno alle spalle una montagna di debiti, anche se hanno davanti un futuro fatto di missili, treni superveloce, ecc….forse fatto anche di tante favole o miraggi.

Ho un po’ paura di un privato che costruisce missili spaziali, con la benedizione e l’appoggio della NASA, domani potrebbe costruire missili a testata nucleare con la benedizione del Pentagono, realizzando quelle Forze Armate Private che potrebbero essere l’incubo del Pianeta.

Per ora, senza scomodare il potere armato, Musk ha trovato il modo, in un mondo fatto più da poveracci, per far sognare i suoi azionisti che guardano ad un molto lontano futuro fatto di treni che, per viaggiare, hanno bisogno di tunnel e spinte sorprendenti. Sognano un po’ tutti auto elettriche, camion che volano, e tante belle altre cose già introdotte in un mondo che si sta consumando facendo fare all’industria mondiale un doppio salto mortale senza rete….ma è il futuro bellezza: ottenute auto ad emissioni estremamente ridotte, con motori a combustione interna, buttiamo via tutto per piazzare auto elettriche…come se l’energia per muoverle fosse creata dal nulla e le batterie fossero degli aggeggi da poter smaltire nell’umido.

Le sorprendenti notizie, molte solo novità progettuali o poco più che disegni leonardeschi (privi di movimento e ricchi di fantasiosa genialità) stanno all’umanità intera come la ricerca dell’acqua su Marte…quando, sulla Terra, milioni di persone trovano difficile l’accesso all’acqua potabile. Forse Leonardo riusciva ad essere più pratico in alcune realizzazioni ed era sicuramente molto più povero del nostro Elon; Leonardo ci ha lasciato capolavori, Elon sta lasciando debiti agli investitori, per ora, gioiosi.

La politica deve risolvere il problema delle migrazioni di massa, della disoccupazione, dei diritti civili, della fame, dei cambiamenti climatici…ma il nostro, ricco sfondato, eroe vive facendo debiti e preparando sogni… siamo più propensi a seguire i sogni che i problemi: forse lo ha capito anche la politica!

I modernissimi manager rampanti, imbevuti di globalismo e di fantafinanza invidiano e vorrebbero imitare, il nostro eroe…forse, lui che è il più “avanti” di tutti, ha capito che occorrono risultati tangibili, occorre remunerare il mercato o il mercato lo abbandonerà. Forse, Elon ha capito che, oltre al fumo, ci vuole anche l’arrosto!

Forse ci si è accorti che il futuro del Pianeta è nella soddisfazione di reali necessità in una economia reale?!

….almeno spero che qualcuno si sia accorto!

Romano Pisciotti

PETROLEUM AND CORONAVIRUS

Since the beginning of the Coronavirus pandemic, there has been a loss of 1/3rd global demand – more than 30 million barrels per day (BPD). 

The virus instilled a level of uncertainty for oil traders, but the catalyst for the initial drop in price can be attributed to the escalating price war between Russia and Saudi for market share, eventually leading Saudi to flood the market with oil.

This oversupply dragged WTI prices below $20 a barrel at the end of March. Thus, increasing divergence in power politics from major producers created an initial frenzy in the oil market and an increasingly unsettling omen for investors.

In macroeconomic terms, Coronavirus has wiped out approximately 25 million jobs in the US, taking out all the jobs created since the 2003 and 2008 recessions. Central Banks globally have cut interest rates, restarted Quantitative Easing and provided other fiscal stimuli to try and keep the economy afloat.

The longer-term consequences of Coronavirus are still unknown. In the meantime, a deflationary ripple effect across the global economy can be seen, as Central Banks attempt to sustain economies’ survival as the Coronavirus pandemic continues to debilitate businesses and paralyzes transportation worldwide.

 

“The jump in the price of oil to the concrete promise of a vacino must not make us forget the industrial and employment crisis that will hit us in 2021.”

Romano Pisciotti

Oil’s gains weren’t necessarily all about the vaccine, however, with analysts noting remarks by Saudi Arabia’s energy minister that signaled openness to tweaking the agreement between the Organization of the Petroleum Exporting Countries and its allies, a group known as OPEC+, on production cuts.

La censura delle opinioni sui social

VITTORIO SGARBI:

Trovo inaccettabile che Twitter debba censurare il Presidente americano uscente Donald Trump. Non può essere il “mezzo” a stabilire cosa sia lecito o meno pubblicare; la veridicità o meno di una affermazione va affidata alla stampa, ai tecnici, all’opinione pubblica, al libero convincimento dei cittadini. Ma se Twitter, come fa, impedisce a Trump (o a qualsiasi altro cittadino) di esprimere, unilateralmente, una opinione o una considerazione, esercita una forma di censura preventiva inaccettabile in una una democrazia. E poi, sulla base di quale criterio? Quello della proprietà del mezzo?
Questo accade anche con altre popolari piattaforme di condivisione (non uso inglesismi!) come Facebook e YouTube, per esempio con le questioni che riguardano la pandemia: è diventato impossibile esprimere una opinione su questo tema senza subire il blocco del proprio profilo o gli “avvertimenti” relativi alla minaccia di chiusura. O accetti la “narrazione” delle autorità sanitarie (dunque dando per scontato che quello che fanno i governi sia sempre giusto) oppure devi tacere. E, nella migliore delle ipotesi, essere ascritto alla categoria dei “negazionisti”, espediente quest’ultimo ormai utilizzato come una clava nei confronti di chi critica le restrizioni imposte dai governi.
Possono, queste piattaforme, che peraltro operano non per fini sociali ma per generare profitti milionari, esercitare un così vasto e incontrollato potere di veto e, di conseguenza, determinare le regole del dibattito politico e culturale di una società?
Romano Pisciotti: like

Impact of Colors in Marketing

The perception we have of colors and the sensations they arouse in us are mostly dependent on our individual experiences. Therefore it would not be correct to say that each color corresponds to a specific universal sensation.

 

Another factor to take into consideration is the context: for example, if we use brown for a detergent, we will certainly not stimulate a feeling of cleanliness, on the contrary if we use it for a chocolate brand we will leverage the structure and strength of the product.

You can then see how the same color can be “right” or “wrong” depending on the context, stimulating different sensations in each situation.

In the “Impact of Colors in Marketing” study, researchers found that about 90% of the opinion we develop about a product the first time we see it is based only on color.

However, it is important that the color reflects the sensations that people associate with that context and that brand, otherwise we will have an effect of incoherence that generates aversion.

Therefore, using a color that enhances the qualities of the brand is essential to define the brand identity, always keeping in mind the context and the market in which we find ourselves.

White: in the household items sector it indicates purity and cleanliness but also simple tastes. Those who prefer this color that is not actually a color is a person who takes care of their clothing as well as the house, is a meticulous but also prudent person;
Black: contrary to white it is synonymous with a refined and elegant taste, but also powerful and deep. It remains one of the favorite colors of the female audience;
Gray: symbolizes safety and reliability, it is considered the color of maturity. In marketing it is considered the color of those who are practical and who do not like flights of fancy;
Yellow: energy, joy and warmth, the visual impact is immediately effective. Those who love him are imaginative and creative at the same time, look at life with optimism;
Red: color that communicates energy and strength at first impact, it is also a symbol of action as well as passion. Who loves red is a person who loves life, optimistic but also impatient and always eager for something new;
Pink: the strength of red, the purity of white. Indicates delicacy, sweetness and femininity in intuitive and calm people, with great sensitivity;
Orange: a mix between action and reflection, it indicates extroverted and meditative people;
Green: mixes the serenity of blue and the happiness of yellow, it indicates hope but also the desire to broaden horizons;
Blue: is the color of security, of deep spaces and is considered a calming color. It is considered the color of emotional stability.

ROMANO PISCIOTTI
ROME BUSINESS SCHOOL

 

ROMANO PISCIOTTI

La democrazia rischia di non funzionare…per ignoranza

Non si è mai visto un ceto politico così ignorante. Laureati compresi. Colpa della scuola? O di una selezione al contrario? La democrazia rischia di non funzionare se conferisce responsabilità di comando a persone palesemente impreparate.

Tra i più tenaci candidati a capo del governo ce n’è uno giovanissimo (31 anni appena compiuti), facondo, con cipiglio, determinato e ubiquo, ma non ugualmente solido in quel che un tempo si chiamava “bagaglio culturale”. Dalla sua bocca escono senza freno riferimenti storici e geografici sballati, congiuntivi strampalati, marchiani errori di fatto, slogan e progetti cervellotici (recentissimi l’Italia come smart nation e la citazione dell’inefficiente governo Rajoy come suo modello), anche quando si muove in quella che dovrebb’essere la sua specialità, cioè quel mix indistinto di nozioni e fatterelli politico-storico-economici che forma la cultura del politico di fila. Inoltre, Luigi Di Maio (è di lui che parlo) non è laureato. Si è avvicinato al fatale diploma, ma per qualche motivo non lo ha raggiunto. Nulla di male, intendiamoci: pare che in quel mondo la laurea non sia più necessaria, neanche per le cariche importanti.

Un altro guaio, più serio, sta nel fatto che il ceto politico attuale, e ancor più (si suppone) quello che gli subentrerà al prossimo turno, ha un record unico nella storia d’Italia, di quelli che fanno venire i brividi: i suoi componenti, avendo un’età media di 45,8 anni (nati dunque attorno al 1970), sono il primo campione in grandezza naturale di una fase speciale della nostra scuola, che solo ora comincia a mostrare davvero di cosa è capace. Perché dico che la scuola che hanno frequentato è speciale? Perché è quella in cui, per la prima volta, hanno convissuto due generazioni di persone preparate male o per niente: da una parte, gli insegnanti nati attorno al 1950, formati nella scassatissima scuola post-1968; dall’altra, quella degli alunni a cui dagli anni Ottanta i device digitali prima e poi gli smartphone hanno cotto il cervello sin dall’infanzia.

I primi sono cresciuti in una scuola costruita attorno al cadavere dell’autorità (culturale e di ogni altro tipo) e della disciplina e all’insofferenza verso gli studi seri e al fastidio verso il passato; i secondi sono nati in un mondo in cui lo studio e la cultura in genere (vocabolario italiano incluso) contano meno di un viaggio a Santorini o di una notte in discoteca.

Prodotta da una scuola come questa, era forse inevitabile che la classe politica che governa oggi il paese fosse non solo una delle più ignoranti e incompetenti della storia della Repubblica, ma anche delle più sorde a temi come la preparazione specifica, la lungimiranza, la ricerca e il pensiero astratto, per non parlare della mentalità scientifica. La loro ignoranza è diventata ormai un tema da spot e da imitazioni alla Crozza. 

MAI COSI’ IGNORANTI

Presented by Romano Pisciotti

SPLENDIDO NOVEMBRE

I novantuno anni di mia madre

 

Splendido novembre

 

Sono state più le lacrime

a scavarle anni e rughe,

sarà l’amore che ha donato

a renderle ancora tanta bellezza.

Ha pagato in tante fatiche

le gioie e le emozioni

da consumarle spalle e anni,

senza spegnerle un sorriso dolce.

Oggi, nostra madre vive l’equilibrio 

di una splendida, tenera resilienza

aspettando il ritorno dei ricordi

e del nostro intenso abbraccio.

 

Auguri, dolce e coraggiosa mammetta

Annamaria & Romano.

 

Ho messo nel cuore

gli abbracci persi,

i momenti mancati

e i tuoi sorrisi

che teneramente cercano

il riflesso dei miei.

Pesi ingiusti

e necessarie lontananze

accendono la gioia

di future carezze,

aspettami.

 

Romano

 

 

( di Romano Pisciotti)

STEFANO

Caro Stefano,

Siamo tutti un cuore

da quando la vita

ci ha messi

sotto lo stesso giuramento.

Quei corpi meravigliosi

che gridavano della gioia,

della vita e dei sogni

sono rimasti in quel piazzale;

quelle mura vedono ancora

le nostre giovani anime

mentre i nostri corpi

sono cambiati e vissuti

per le strade del mondo,

sul mare e nei cieli.

La tua è una nuova prova

come ne hai e ne abbiamo

superate tante.

Preghi chi sa pregare

e speri chi si consola,

noi ti abbracciamo, fratello,

aspettandoti per oltrepassare

ancora insieme

l’immutata porta delle ancore.

 

 

Romano

 

(di Romano Pisciotti)

 

 

PROFONDITA’ COVID

PROFONDITA’ COVID

 

Sotto quel casco

forse pensano solo

all’acqua minerale,

frizzante, e alla fame

di bollicine che scappano

come la vita.

Poterne avere un sorso:

d’acqua e di vita,

sentirla in bocca

e giù nelle budella.

Vita gassata di bolle

che vanno su

mentre il sommozzatore

sta andando giù

lentamente e impaurito

da profondità sconosciute

perché ha già finito

la sua bottiglia.

 

di Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

Resi poveri dal “low cost”

Dai voli aerei alla spesa, dagli acquisti sul web all’arredamento, questa è l’era del low cost: un mondo in cui tutto è alla portata di (quasi) tutti. Ma dietro l’apparenza dell’egalitarismo, la verità è un’altra: il low cost ci rende più poveri, ”perché ogni volta che ci sembra di fare un affare, in realtà stiamo comprando qualcosa di qualità e valore aggiunto inferiore, in una spirale che trascina al ribasso tutta l’economia”, afferma il direttore dell’Istituto Sperimentale di Marketing e del Centro Studi Fleet&Mobility.

Con l’illusione di rendere accessibile tutto a tutti, si produce e distribuisce povertà.
Se il consumatore, ad esempio, vuole acquistare una camicia da 60 euro, pagandone 30, deve accettare che quella camicia contenga una manodopera economica, disponibile solo in Paesi in cui il livello generale dei prezzi è più basso del nostro in termini di stipendio, sicurezza sul lavoro, tutele sindacali ecc.

Gli effetti del low cost sull’economia e sull’occupazione nel medio periodo e su larga scala frenano lo sviluppo e diseducano le persone a percepire la qualità; abbassando il prezzo di beni e servizi per renderli più accessibili, si finisce per determinare poca qualità, minore reddito per le persone e, più in generale, nessuna motivazione/ambizione di accedere a beni e servizi migliori, determinando un appiattimento dei consumi.

Rimettere al centro un rapporto di fiducia tra produttore e destinatario di oggetti e servizi è forse la cosa più urgente da fare. Oltre ad aprire una riflessione sulla globalizzazione, che ha avuto esiti indubbiamente positivi in termini di riduzione della povertà mondiale (quella vera, da 1,2 dollari al giorno pro-capite), ma altrettanto negativi nel mercato del lavoro e forse merita un tagliando, a distanza di vent’anni. 

Low cost e illusione

presented by Romano Pisciotti

“La globalizzazione ha solo spostato benessere, sottraendone in alcune aree del pianeta a favore di altre.”

Romano Pisciotti

Eccesso di tutela e paura del rischio… segno d’incompetenza?

Quanto il decrescere delle competenze incide sulla crisi nella produzione portando all’estensione del dominio del rischio in ogni ambito della società?Forse troppe tutele servono a coprire troppe incompetenze.

Romano Pisciotti

 

Da  “La deriva dei competenti” di Pasquale Terracciano:

L’avanzamento tecnologico ha offerto nuove sicurezze, ma anche creato nuove paure; ha inoltre generato la promessa di poter prevenire un numero indefinito di possibili pericoli.

Ma se si moltiplicano all’infinito i rischi preventivabili e le procedure di sicurezza il sistema tracolla per eccesso di rumore, per l’impossibile sostenibilità della selva di protocolli assicurativi contro i pericoli.

Non si possono impiegare le risorse su ogni eventuale rischio; emergeranno sempre fragilità da scaricare su altri elementi del sistema. In una società costantemente sul filo del rasoio, le tensioni vengono infatti spostate di settore in settore – ad esempio dall’economia alla sanità alla scuola – fino a quando i nodi non vengono al pettine.

L’eccesso di tutela diventerà nociva essa stessa, «iatrogena» provocando cioè più danni di quanti ne cura.

C’è un rischio enorme ad ascoltare le sole ragioni delle precauzioni

Si potrebbe osservare che è possibile provare non tanto a prevenire tutto, quanto cercare di stimare fino a che punto si è disposti a perdere.

 

https://www.treccani.it/magazine/agenda/articoli/pensiero-politico/ventura.html

Ventura R.A (2020), Radical Choc. Ascesa e caduta dei competenti.

Nemesi Medica (1975)

Teoria della classe disagiata (Ventura, 2016)

 

Presentato da Romano Pisciotti