“Pasta in the evening fights insomnia, stress and does not make you fat”

Eating pasta in the evening improves night’s sleep and does not make you fat. This was revealed by a study published in the scientific journal The Lancet Public Health, as explained during a meeting in Naples.

Eating pasta for dinner is good, relaxes, facilitates sleep and does not make you fat, rather it makes you lose weight. The study shows that pasta can be consumed in the last hours of the day, especially if we are stressed and suffer from insomnia, thanks to the presence of Tryptophan and B vitamins in this food.

Mangiare pasta di sera migliora il riposo notturno e non fa ingrassare. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Public Health, come spiegato nel corso di un incontro a Napoli.

Mangiare pasta a cena fa bene, rilassa, facilita il sonno e non fa ingrassare, anzi fa dimagrire. Lo studio dimostra che la pastasciutta può essere consumata nelle ultime ore del giorno, soprattutto se siamo stressati e soffriamo d’insonnia, grazie alla presenza in questo alimento di Triptofano e Vitamine del gruppo B.

Presented by Romano Pisciotti

SAN REMO 2020

Condivido……

Una volta l’Italia era un Paese arretrato e bigotto, il festival di Sanremo ne era una fedele rappresentazione, infatti, vi venivano invitati cantanti mediocri come Louis Armstrong, Wilson Pickett, Lucio Battisti, Mia Martini, Fausto Leali, che chiamavano “il negro bianco”…, immagino che non li abbiate mai sentiti nominare. Non fregava a nessuno quali fossero le idee politiche degli artisti e degli ospiti che vi partecipavano, contava solo il talento, nessuno voleva scandalizzare e provocare i cosiddetti benpensanti, a Sanremo si doveva dimostrare di saper suonare e cantare, contava solo la musica. I cantanti si presentavano in giacca e cravatta, Battisti era un po’ eccentrico e si mise il foulard, per cantare “Un’avventura”, una canzone sfigata che presto venne dimenticata da tutti. Insomma, un evento scadente, ma, ve l’ho detto, eravamo un Paese culturalmente arretrato, prigioniero di tanti pregiudizi, di più non potevamo offrire o pretendere. Però, poi, l’Italia si è modernizzata ed emancipata, si è liberata di tanti tabù, così Sanremo ha fatto il salto di qualità, oggi il festival è soprattutto un’occasione per discutere di questioni serie ed il livello qualitativo delle canzoni in gara si è alzato notevolmente. Certo, siamo rimasti un Paese razzistello, sotto sotto pure fascistello, abbiamo ancora qualche problema con la lingua inglese, evadiamo le tasse, qualcuno scrive ancora “Patria” con la “p” maiuscola…, ci vorrà ancora un po’ di tempo per risolvere tutti questi problemi, ma siamo ben avviati sulla strada che porta alla civiltà. Indietro non si torna. Sono finiti i tempi in cui un artista americano sconosciuto, di bassa qualità, saliva sul parco e cantava “Deborah”. Poi, ci sono quelli che vanno su Facebook e scrivono che il festival è stato penoso, si lamentano che devono pagare il canone per Fabio Fazio… Non li ascoltate, sono i populisti, a quella gente non va bene mai niente, sono rimasti ai tempi di “Finché la barca va”, sono tutti fascistoni, pure falsi, perché dicono di rimpiangere Orietta Berti e le gemelle Kessler, ma, in realtà, rimpiangono Mussolini. Dipendesse da loro, saremmo ancora in camicia nera o vivremmo nell’Italietta, quando ogni italiano aveva un posto di lavoro stabile, riusciva ad acquistarsi una casa, aveva una pensione che gli permetteva di vivere la vecchiaia dignitosamente, ma poi, quando andavi all’estero, alla frontiera perdevi cinque minuti per mostrare il passaporto (io ricordo uno che, addirittura, venne trattenuto dai doganieri ben otto minuti). Fortunatamente, non siamo più quel Paese rozzo, incolto e troglodita di trenta o quarant’anni fa. Non abbiamo più l’anello al naso (no, quello molti lo portano, ma è un modo di dire, intendevo in senso figurato, non mi prendete sempre alla lettera, un po’ di elasticità mentale, per favore). Sanremo, oggi, è il suggello ed il simbolo d’un Paese finalmente moderno, europeo, d’una società aperta, multiculturale, multietnica… e non mi ricordo più come si dice in questi casi. Comunque, in sintesi, noi possiamo solo essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto in Italia in quest’ultimo trentennio. Mai più uno come Lucio Battisti a Sanremo. Mai più.
(Un grandissimo Mauro Ammirati)

 

ROMANO PISCIOTTI: LIKE (ironia e lacrime)

FIAT 509 “A DELFINO”

La Delfino è stata realizzata sul telaio di una Fiat 509 A del 1925, una vettura piuttosto diffusa all’epoca. La Fiat dopo avere realizzato gli autotelai, li inviava a carrozzieri specializzati, che provvedevano alla realizzazione delle carrozzerie, berlina, spider, torpedo, o sportiva, a seconda delle richieste della clientela.

The Delfino was built on the chassis of a 1925 Fiat 509 A, a rather popular car at the time. After making the chassis, Fiat sent them to specialized body builders, who provided for the construction of the bodywork, sedan, spider, torpedo, or sports car, according to customer requests.

La Tecnica:

L’autotelaio e quello di una Fiat 509 A del 1925, con motore a 4 cilindri da 990 cc, erogante 22 Cv a 3400 giri/min, cambio a 3 marce a leva centrale.

La carrozzeria è stata interamente realizzata in alluminio, una vera e propria opera d’arte che riproduce la forma di un pesce con tanto di coda, occhi e bocca. Costituita da due semi gusci saldati e uniti da una giunzione invisibile, la carrozzeria della Delfino è piuttosto leggera e tende a flettere molto causando crepe nella carrozzeria.

La lavorazione della carrozzeria della Fiat 509 A Delfino venne denominata “bouchonnè”, e riproduceva le squame della pelle del pesce. La finitura bouchonnè venne realizzata applicando a dei tappi di sughero una carta abrasiva molto fine, grana 600. Facendo ruotare a mano questi tappi, ed esercitando una certa pressione, venivano lasciati dei segni circolari che realizzati uno accanto all’altro su tutta la carrozzeria riproducevano la pelle del pesce, per finire, una verniciatura trasparente ricreava l’effetto viscido dei pesci.

The Technique:

The chassis of a 1925 Fiat 509 A with 990 cc 4-cylinder engine, delivering 22 HP at 3400 rpm, 3-speed gearbox with central lever.

The bodywork was entirely made of aluminum, a real work of art that reproduces the shape of a fish with a tail, eyes and mouth. Made up of two half-shells welded and joined by an invisible joint, the Delfino bodywork is rather light and tends to flex a lot, causing cracks in the bodywork.

The bodywork of the Fiat 509 A Delfino was called “bouchonnè”, and reproduced the scales of the fish’s skin. The bouchonné finish was achieved by applying a very fine abrasive paper, 600 grit, to cork stoppers. By making these stoppers rotate by hand, and exerting a certain pressure, circular marks were left which, reproduced side by side on the entire bodywork, reproduced the skin of the fish, to finish, a transparent varnish recreated the slimy effect of the fish.

 

La Storia:

La carrozzeria della Fiat 509 A Delfino era davvero speciale, perché riproduceva la forma di un pesce. La Fiat 509 A Delfino fu realizzata tra il 1925 e il 1926 dalla Martelleria Italiana Riva Panzeri di Milano, e venne acquistata nel 1926 da Giuseppe Bonaldi, il Podestà di Bergamo. Bonaldi ebbe poco tempo per godersi la sua Delfino, infatti, poco tempo dopo, il Governo fascista, per fronteggiare i costi della guerra, promulgò l’editto “Ferro alla Patria” dove invitava tutti i cittadini a donare rottami di ferro da fondere per la produzione di cannoni.

Bonaldi da buon patriota rispose all’appello, e consegnò la sua Fiat 509 A Delfino ai depositi governativi, questa donazione venne accettata solo in parte, la carrozzeria a forma di delfino non andava bene per fare i cannoni visto che era di alluminio, venne quindi smontata imballata e rispedita al mittente, senza autotelaio e senza motore che finirono invece nelle fonderie.

History:

The bodywork of the Fiat 509 A Delfino was very special, because it reproduced the shape of a fish. The Fiat 509 A Delfino was built between 1925 and 1926 by the Italian Martelleria Riva Panzeri in Milan, and was purchased in 1926 by Giuseppe Bonaldi, the Podestà of Bergamo. Bonaldi had little time to enjoy his Dolphin, in fact, shortly afterwards, the Fascist government, to face the costs of the war, promulgated the edict “Ferro alla Patria” where he invited all citizens to donate scrap iron to melt for the cannon production.

Bonaldi as a good patriot answered the appeal, and delivered his Fiat 509 A Delfino to the government deposits, this donation was only partially accepted, the dolphin-shaped bodywork was not good for making cannons since it was made of aluminum, it therefore came disassembled packed and sent back to the sender, without chassis and engine which ended up in the foundries instead.

Traduzione di Romano Pisciotti

National Trucks Manufacturers (NTM) FIAT-IVECO

It:Eng.version

National Trucks Manufacturers (NTM) was originally established in 1975 by The Federal Government of Nigeria through a joint venture agreement with FIAT IVECO of ITALY for
progressive assembly and manufacturing of Trucks and Tractors. National Trucks Manufacturers Ltd began full operation of the assembly of trucks & agricultural tractors in 1980. The company unfortunately shut down operations in 1987 due to unfavorable economic conditions.

National Trucks Manufacturers (NTM) è stata originariamente istituita nel 1975 dal governo federale nigeriano attraverso un accordo di joint venture con FIAT IVECO dell’ITALIA per l’assemblaggio e produzione di camion e trattori. National Trucks Manufacturers Ltd ha iniziato la piena attività di assemblaggio di camion e trattori agricoli nel 1980. Purtroppo la società ha chiuso le attività nel 1987 a causa di condizioni economiche sfavorevoli.

Lo stabilimento FIAT di Kano

 

Presentato da Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

 

Today it is still fully functional:

KANO

 

 

Our students know that knowledge is the best form of investment for the future

NIGERIA: 10B Abimbola Okunuga Crescent, Off Harold Sodipo, Off Joel Ogunnaike, G.R.A. Ikeja, Lagos
+2349067556524

nigeria@romebusinessschool.it

Our students know

that knowledge is the best form of investment for the future

Romano Pisciotti

About Us

From…Racing history: 250 Testa Rossa

The 250 Testa Rossa was raced successfully throughout the late 1950s and early 1960s. (Not to be confused with Ferrari 500 TR or Ferrari Testarossa)

Independent teams raced the 250 TR alongside Scuderia Ferrari cars from 1958 on, although the most developed versions of the car were restricted to factory-sanctioned teams only.

250 TRs were extremely competitive during this time, winning 10 World Sportscar Championship races including the 1958, 1960, and 1961 24 Hours of Le Mans, the 1958, 1959 and 1961 12 Hours of Sebring, the 1958 Targa Florio, the 1958 and 1960 1000 km Buenos Aires and the 1961 4 hours of Pescara. Notable drivers included Phil Hill, Olivier Gendebien, Luigi Musso, Peter Collins, Dan Gurney, Wolfgang von Trips and Mike Hawthorne, among others.

The excellent results of 250 TRs and Scuderia Ferrari’s skilled drivers earned Ferrari the 1958, 1960 and 1961 Constructor’s World Sportscar Championship titles.

The Aston Martin DBR1 and the Porsche 718 were the 250 TR’s closest competitors during this time. Stirling Moss drove a DBR1 to win first place against strong Ferrari opposition at the 1958 1000km Nürburgring, and DBR1s would go on to win over 250 TRs at the 1959 Le Mans, Nürburgring, and Tourist Trophy races, depriving Ferrari of the Constructor’s World Championship in 1959.

Romano Pisciotti: Surfingweb

Romano Pisciotti

POSTE ITALIANE sotto la lente dell’Antitrust

http://www.rexfrog.it/romano-pisciotti/le-raccomandate-non-consegnate/

L’operazione è partita dopo l’avvio dell’istruttoria “per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare, delle raccomandate”.

Romano Pisciotti: Ho accertato personalmente questa pratica scorretta, la Magistratura dovrebbe intervenire direttamente, non solo l’antitrust.

The flower of anger

It:Eng.version

I look at you at sunset: the colors and the salt enter my heart to fill the spaces of dreams and the wounds of my soul.

The sea is a great pianist of slow songs: accompanied only by my silent thoughts, he brings to the Gods his music and the flower of my already mature anger, like petals full of poison and grudges.
Not even the magical bees of Olympus can transform so much gall into honey.

For what injustice and envy destroy, man can find peace only in atrocious revenge or in the reconstruction of life.

The sea knows how to be peace and revenge, job and death, beauty and fear: with the roar of its waves, the sea silences the chatter of poor and ignorant souls but welcomes the tears of the Earth and the honor of those who do not give up.
The depth of the sea preserves the anger and resignation of the just.

Infinite sea, find a place to drown my blasphemies and give me the strength to get new victories!

By Romano Pisciotti

Ti guardo al tramonto: i colori e il sale entrano nel mio cuore per riempire gli spazi dei sogni e le ferite della mia anima.
Il mare è un grande pianista di canzoni lente: accompagnato solo dai miei pensieri silenziosi, porta agli Dei la sua musica e il fiore della mia già matura rabbia, come petali pieni di veleno e rancori.
Neanche le api magiche dell’Olimpo possono trasformare così tanto fiele in miele.
Per ciò che l’ingiustizia e l’invidia distruggono, l’uomo può trovare la pace solo nella vendetta atroce o nella ricostruzione della vita.
Il mare sa essere pace e vendetta, lavoro e morte, bellezza e paura: con il rombo delle sue onde, il mare zittisce le chiacchiere di anime povere e ignoranti ma accoglie le lacrime della Terra e l’onore di coloro che non si arrendono.
La profondità del mare preserva la rabbia e la rassegnazione dei giusti.
Mare infinito, trova un posto, dove annegare le mie bestemmie e dammi la forza per ottenere nuove vittorie!
di Romano Pisciotti

Il filo della vita

Il filo della vita ( di Romano Pisciotti)

 

Mia madre

è un filo d’argento

che unisce

mare e Luna:

tremulo luccichio

in notti buie.

Fragili bagliori

resistenti alle burrasche

e all’infinito,

resistenti al pianto

al dolore,

alle mie assenze

al mio orgoglio

ai mie sogni,

alle mie sconfitte.

Filo d’argento

che lega il dono

al coraggio:

il dono della vita

al coraggio d’affrontarla.

 

R.P.

 

 

 

23 novembre 2019, novantesimo compleanno di mia madre….

 

Auguri, mammetta !!!

 

 

IVANA ALBERGATI PISCIOTTI