Per saperne di più sulla situazione della Russia…

“It is a riddle wrapped in a mystery inside an enigma.” Questa la famosa definizione di Winston Spencer Churchill sulla Russia: «Un rompicapo avvolto in un mistero dentro un enigma». Era il 1939. Per l’Occidente, quasi ottant’anni dopo, la questione non è mutata. Dopo il crollo del comunismo e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Russia rimane sempre un punto interrogativo con il quale ci si deve confrontare, ora più nel male che nel bene. Vladimir Putin, che ha riportato Mosca a essere protagonista sulla scacchiera internazionale dopo il decennio catastrofico e anarchico sotto Boris Yeltsin, è visto come un imprevedibile autocrate del quale non ci si può assolutamente fidare.

Putin Per saperne di più sulla situazione della Russia... Romano Pisciotti

Certo è che i “ragazzi di Putin”, la generazione nata dal 2000 e cresciuta sotto le politiche di Putin e che oggi scende in piazza a protestare, non ha la più pallida idea di come era rovinata la Russia dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica….tanto meno conosce che cosa era la vita nell’Unione Sovietica.

Romano Pisciotti

Crimini del comunismo Per saperne di più sulla situazione della Russia... Romano Pisciotti
Crimini del Comunismo

20 anni come Vladimir Vladimirovich Putin governa lo stato russo. Questo è già più di quanto guidato da Leonid Ilyich Brezhnev, ma molto meno di quello di Joseph Vissarionovich Stalin. Devo dire subito che durante questo periodo ho anche incluso quattro anni dal 2008 al 2012, quando Dmitry Medvedev ha guidato il Paese di diritto, e Putin è stato Primo Ministro. In effetti, durante questo periodo di tempo in Russia, l’influenza del capo del governo non è stata inferiore.

Sottomarini nucleari abbandonati Per saperne di più sulla situazione della Russia... Romano Pisciotti
Sommergibili nucleari abbandonati

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KAMA, auto elettrica Russa

 

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La FIAT in Russia

Russia: il sogno Zhigulì

Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica arrivo a questa decisione dopo aver analizzato ben 54 differenti progetti. A vincere la sfida fu la Fiat che “conquistò” i russi, nella fattispecie l’allora segretario generale Nikita Cruschev, durante l’Esposizione Italiana del 1962 a Mosca. Erano gli anni del boom economico e della motorizzazione di massa dell’Italia ed il modello di produzione della Fiat parve la soluzione ideale agli occhi dei sovietici.

 

iuyt La FIAT in Russia Romano Pisciotti

Il 15 agosto 1966 Urss e Fiat decisero che un paese sul Volga sarebbe diventato la Città dell’auto. Con il nome del leader del Pci.

Un sogno vecchio più di cinquant’anni  se si prende per data ufficiale del “progetto Togliatti” il 15 agosto 1966 con la storica firma a Mosca dell’accordo tra il presidente (uscente) della Fiat, Vittorio Valletta, e i ministri dell’Industria automobilistica e del commercio estero dell’Urss.

Presentato da Romano Pisciotti

 

La Russia si allarga a Est

Mosca – Il premier russo Dmitri Medvedev ha firmato un decreto che estendedi 50 mila chilometri quadrati la porzione di piattaforma continentale russa nel Mare di Okhotsk, in estremo oriente. Secondo Medvedev,la zona è ricca di risorse energetiche.

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Russia – mappa

Il decreto arriva dopo che il governo di Mosca ha consultato la Commissione Onu sui limiti della piattaforma continentale e si è accordato con i Paesi vicini, incluso il Giappone, che rivendica le isole Curili, bagnate proprio dal Mare di Okhotsk.

Romano Pisciotti: Putin non sta a pettinare bambole

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo

la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su ben 13 vicende giudiziarie che cittadini europei, e non, hanno sottoposto al suo sindacato. L’oggetto è, per tutte, il medesimo: violazioni dei diritti umani sanciti e protetti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo. Gli stati coinvolti e giudicati sono: Francia, Grecia, Azerbaijan, Belgio, Croazia, Russia ed Ucraina; tutti sono risultati colpevoli, a vario titolo, di quelle violazioni e molti dovranno risarcire i danni arrecati alle vittime.

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Corte Europea

Interim measures ed estradizione: come la Corte previene la violazione dei diritti umani
La giustizia che si può ottenere a Strasburgo non brilla di speditezza. Basta guardare le date in cui sono stati proposti i ricorsi di oggi (ve ne sono ben due del 2004!) per capire che ha ragione chi dice che la Corte Europea “è vittima del proprio successo“. Troppo ricorsi per un giudice che dovrebbe intervenire soltanto a quelle violazioni sfuggite dal controllo dei singoli paesi. Gli Stati controllano poco e male, e così i ricorsi fioccano in gran numero, intasando il giudice europeo e rendendo decennali i tempi di una causa. Non a caso le nuove tendenza di riforma del sistema convenzionale, che vengano dagli stati (il Protocollo XV ridurrà il termine entro il quale proporre ricorso da 6 a 4 mesi) o dalla stessa corte (le sentenze pilota danno respiro alla corte, mentre gli stati risolvono disfunzioni strutturali), sono nel senso di ridurre la mole del contenzioso..
Ma accanto a quel binario, rallentato e appesantito, ve n’è un altro, molto più spedito: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo può concedere in tempi brevissimi Interim measures a favore del ricorrente per evitare e prevenire le violazioni dei diritti umani. Come le comuni misure cautelari, anche queste interim measures sono concesse non al termine bensì all’inizio di un processo, e servono non a fare giustizia (come la sentenza che accerta le responsabilità degli stati e dispone l’equa riparazione) bensì per prevenire una imminente ingiustizia.

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Romano Pisciotti: stop alle estradizioni

Stop estradizione 300x225 Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo Romano Pisciotti
Stop extraditions

Russia makes renewed bid for contentious Arctic regions

Russia has renewed its efforts to get the United Nations to recognise 1.2 million sq km (463,000 sq miles) of the Arctic shelf that it lays claim to.

artic Russia makes renewed bid for contentious Arctic regions Romano Pisciotti
artic

It made a similar move for the resource-rich territory in 2001, but that was rejected by a UN commission because of insufficient evidence.
Russia’s foreign ministry said the fresh bid is backed by scientific data.
But all other countries bordering the Arctic – Norway, Denmark, Canada and the US – reject Moscow’s claim.
All five nations have been trying to assert jurisdiction over parts of the Arctic, which is believed to hold up to a quarter of the world’s undiscovered oil and gas.
The competition for Arctic resources has intensified in recent years as the shrinking polar ice opens new opportunities for exploration.

Meanwhile in the Artic Circle 300x194 Russia makes renewed bid for contentious Arctic regions Romano Pisciotti

 

Russia said its new submission to the UN Commission on the Limits of the Continental Shelf contained new arguments.
“Ample scientific data collected in years of Arctic research are used to back the Russian claim,” Russia foreign ministry said in a statement.
Russia previously staked a claim to the Arctic seabed in 2007 by dropping a canister containing the Russian flag on to the ocean floor from a submarine at the North Pole.
The new move comes a week after the Kremlin said it was strengthening its naval forces in the Arctic as part of a new military doctrine.
Russian Deputy Prime Minister Dmitry Rogozin said the plans included a new fleet of icebreakers.
Earlier this year, Russia’s military conducted exercises in the Arctic that involved 38,000 servicemen, more than 50 surface ships and submarines and 110 aircraft.

 

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