10 Giugno, festa della Marina

10 Giugno

 

Oggi è la festa della nostra Marina Militare, non è una festa privata e non riguarda solo la nostra gente che assicura la difesa dei confini, delle rotte commerciali e la tutela di chi sul mare vive… sarà comunque celebrata in tono minore rispetto ad altre ricorrenze della Repubblica e della nostra Storia.

 

Mollati gli ormeggi, malgrado ogni tipo di comunicazione possibile, la nave vive in autonoma solitudine: l’equipaggio si affida, da sempre, a Dio, al Comandante, ai cannoni e all’esperienza…non necessariamente in quest’ordine. La vita di bordo è sicuramente disciplina e sacrificio.

 

Le navi grigie sono parte della nostra Storia e assicurano il futuro per una Nazione protesa sul mare. Queste navi rappresentano l’apice della nostra tecnologia, il vanto di un popolo e sono ambasciatrici sugli oceani e in terre lontane.

 

Marinai sono tutti: chi per l’eternità riposa sul fondo del mare, chi con orgoglio alza la bandiera sul piccolo molo o chi guarda l’orizzonte dal ponte di comando di un caccia torpediniere o chi ascolta l’oceano dalla centrale operativa di un sottomarino o chi decolla da un incrociatore; tutti loro sono, forse, contenti che la loro festa sia celebrata in tono minore, un po’ più lontana dagli schiamazzi della politica, senza correre il rischio che la festa sia strumento di propaganda o occasione di dileggio da parte di povere anime lontane dal sentimento popolare.

I morti riposano nella gloria, i vivi vegliano su tutti noi e la politica s’impegni a tutelare gl’interessi nazionali… anche senza fanfare!

 

Romano Pisciotti

Romano Pisciotti: MEN & SHIPS

It:Eng.version

“Ships are born, sail and die”

For a “non-sailor”, this saying might seem strange. In reality, those who have married for many years the life of the sea know that ships are not only a ferrous mass but have their identity formed in the many miles traveled furrowing the sea in symbiosis with the spirit of the crews.

A spirit that remains immortal even after their disarmament in the memories of those who have lived them.

72.mo

“Le navi nascono, navigano e muoiono”

Per un “non marinaio”, questo detto potrebbe sembrare strano. In realtà, chi ha sposato per molti anni la vita del mare sa che le navi non sono solo una massa ferrosa ma hanno una loro identità formata nelle tante miglia percorse solcando il mare in simbiosi con lo spirito degli equipaggi. Uno spirito che resta immortale anche dopo il loro disarmo nei ricordi di coloro che le hanno vissute.

 

pisciotti
Augustus
Pisciotti
Romano Pisciotti

Navi in grigio

 

Sono passati tanti anni eppure sento ancora, su per il naso, l’odore della pittura grigio militare, quell’odore che si respirava a bordo delle nostre navi: salsedine, vernice fresca, minestrone strabollito, fatica, coraggio e dedizione.

L’odore che ha accompagnato per mesi la mia giovinezza.

Quella pittura, stesa anche sulle murate e i casseri di sofisticate unità moderne, non perde il caratteristico odore come se i noti aromi fossero un marchio di fabbrica della Marina.

Hanno respirato pittura grigia i nostri eroi e i semplici nocchieri che per mare hanno lasciato il cuore e spesso la vita.

Ammiragli o marò, su quelle navi hanno portato luccicanti alamari o hanno lucidato ottoni: tutti uomini legati in uno stesso destino, sempre uniti da quel ferro dall’odore grigio e dal suono di una vita non banale.

Romano Pisciotti

Marina Militare

Unità della Marina MilitareRomano Pisciotti

Risacca

In mare non ho mai perso un Natale: non ho mai perso l’affetto di chi, lontano, mi ricordava nelle preghiere e nei sogni. Ho parlato alle stelle quando il vento teso mi rubava le lacrime.

Ho teneramente accarezzato i volti cari, mentre il sapore del ferro accompagnava le mie notti e suoni di sale mi baciavano le labbra: il buio e la risacca dei ricordi mi riempivano il cuore. Nell’immenso misuravo la mia forza e le mie debolezze. Forse, pensando a casa, parlavo con Dio.

La notte era fredda, ma non ho mai perso un sorriso…perché Natale era ogni volta che tornavo a casa.

Romano

Romano Pisciotti

Sorriso

In una foto ho rivisto lo spensierato sorriso del nostro Stefano, nell’assolato piazzale del brigantino, in un pomeriggio di quarant’anni fa.
Siamo invecchiati e tutti abbiamo avuto la nostra dose di gioie e disavventure, forse in proporzioni diverse e non sempre le gioie hanno compensato i crucci o le paure. Tornare a Livorno e sollevare la coperta del tempo, scoprendo corpi di gladiatori e profumi di speranze, ha commosso un po’ tutti…anche se non tutti i ricordi sono riusciti a sovrapporsi con la realtà di quell’incontro.

Caro Stefano, ho avuto la fortuna di averti accanto in quella cena informale dell’ultima serata, so bene che per te deve essere stato ancor più difficile tornare a Livorno: le pillole per digerire la vita e il bastone per ritrovare il passo, certo, non t’hanno agevolato.

Sono stato fortunato perché mi hai regalato i racconti dei tuoi viaggi, la tua ironia e un pizzico della tua gioiosa follia. Ti guardavo con affetto, mentre ascoltavo i tuoi aneddoti dipinti da dettagli e sottolineature quasi maniacali; ti guardavo e, sotto quella tua barba arruffata che t’incornicia il volto, vedevo un pacifico sorriso: quel sorriso di chi ha imparato a prendere la vita con coraggio e filosofia.

Un abbraccio forte carissimo amico.

Romano

STEFANO
72.mo

Accademia Navale

 

Romano Pisciotti

Il programma Alfa

Il programma Alfa lanciato negli anni settanta dall’Italia, verteva su di un Medium-Range Ballistic Missile prodotto dall’Aeritalia e simile al Polaris A-3. Con una gittata di oltre 1 600 km, poteva potenzialmente colpire tutti i paesi del blocco orientale con una singola testata nucleare dal peso di 1 tonnellata.
Il 28 novembre 1957 i governi francese, italiano e tedesco firmarono un accordo segreto per dotarsi di un deterrente nucleare comune. Tale accordo fu rigettato dal presidente francese Charles de Gaulle dopo la sua elezione, in quanto egli decise di dotare la Francia di un proprio arsenale nucleare indipendente. Nei primi anni sessanta del XX secolo l’Italia si trovò circondata da nazioni che stavano perseguendo la costruzione di armi nucleari. La Jugoslavia e Romania avevano iniziato a sviluppare indipendentemente proprie armi atomiche, e collaboravano nella progettazione e nello sviluppo del nuovo cacciabombardiere Soko-IAR J-22 Orao destinato al loro utilizzo. Anche il governo della neutrale Svizzera aveva deciso, in data 23 dicembre 1958, di dotare le proprie forze armate di armi nucleari.
Nel 1957 la Marina Militare aveva iniziato i lavori di trasformazione dell’incrociatore leggero Giuseppe Garibaldi  in nave lanciamissili. 
Durante i lavori di trasformazione eseguiti presso l’Arsenale di La Spezia venne deciso di installare, in una apposita tuga poppiera, quattro pozzi di lancio per missili balistici Polaris A-3  dotati di testata nucleare. Tale installazione di armi nucleari su nave di superficie rientrava in un concetto operativo NATO di nuova ideazione. L’incrociatore lanciamissili Garibaldi rientrò in squadra nel corso del 1961, iniziando le prove di collaudo dei pozzi cui seguirono lanci di collaudo di simulacri inerti e di simulacri autopropulsi, sia con nave ferma che in navigazione. Il primo lancio di un simulacro di missile balistico fu eseguito il 31 agosto 1963 nel golfo di La Spezia. Anche se le prove eseguite diedero tutte esito positivo, i missili non vennero mai forniti dal governo americano, poiché motivi politici ne impedirono la prevista cessione. 
MISSILE ALFA
Romano Pisciotti t’invita a leggere tutto l’articolo: